Balla coi tassi

Le scelte di investimento sono condizionate sempre di più dalle politiche delle Banche centrali. Ecco le caratteristiche che devono avere i titoli adatti per ogni decisione degli istituti. 

Marco Caprotti 26/05/2015 | 14:12
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E’ difficile muoversi sui mercati tenendo gli occhi incollati solo sulle Banche centrali. Per questo, spiegano gli analisti, conviene avere in portafoglio dei titoli su cui poter contare a prescindere da quelle che saranno le scelte di politica monetaria.

Lo scenario
Il quadro generale fa vedere, come prima cosa, che l’economia Usa è in miglioramento, anche se lento. Il Pil del primo trimestre è aumentato dello +0,2%, le vendite al dettaglio sono risultate in salita, ma sotto le attese (e spinte dal settore auto). L’inflazione è più bassa delle stime. In Europa l’immagine è composita. La regione va a più velocità, a seconda che si tratti di un paese solido (come la Germania) o debole a causa della crisi del debito (come Italia, Grecia o Spagna). In Giappone, intanto, l’Abenomics (il programma di stimolo economico voluto dal premier Shinzo Abe) inizia a farsi sentire. Gli emerging restano un puzzle formato da un’Asia in ripresa e un’area Latam in frenata.

Cosa fanno le Banche centrali
La Federal Reserve resta fedele alla sua doppia agenda fatta di controllo dei salari e monitoraggio dei prezzi. Gli economisti dell’istituto Usa di politica monetaria vedono che la disoccupazione è in calo e che ci sono più soldi nelle tasche degli americani grazie alla discesa del petrolio. Il problema, semmai, è che solo il 25% dei soldi risparmiati viene poi speso dalle famiglie yankee. Le valutazioni dell’equity, intanto, sono alte, come sottolineato dal presidente della Federal Reserve, Janet Yellen. In Europa la Bce ha fatto sapere di avere in programma di aumentare i propri acquisti di asset dell'Eurozona a maggio e giugno, in vista di un periodo di bassa liquidità previsto per l'estate. L’Eurotower, inoltre, è pronta a prendere ulteriori misure per alzare l'inflazione se l'attuale programma di Quantitative easing fosse insufficiente per centrare l'obiettivo.

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Info autore

Marco Caprotti

Marco Caprotti  è Giornalista di Morningstar in Italia.

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