L'insostenibile leggerezza degli stipendi Usa

La situazione macro americana sta migliorando. Ma, dicono gli analisti, le buste paga crescono a ritmi troppo bassi costringendo le famiglie a risparmiare di più. Così i consumi possono rallentare di nuovo frenando l'economia. 

Marco Caprotti 04/03/2015 | 12:15

L’America rischia una nuova frenata dell’economia? E’ una tesi difficile da sostenere alla luce dell’ultima fotografia macro scattata dalla congiuntura Usa, ma che potrebbe avere qualche pezza d’appoggio, costringendo gli investitori a rivedere il posizionamento dei portafogli.

I dati dicono che il Pil del quarto trimestre nella prima economia del mondo è cresciuto del 2,2% annuo contro attese per un +2%. La seconda lettura è inferiore alla prima (+2,6%), ma la spesa da parte dei consumatori (che corrisponde al 70% della domanda nell'economia americana) è rimasta solida: il +4,2% registrato è il migliore incremento da inizio 2006. Il rapporto sul Pil dice anche che i consumatori stanno spendendo a un buon ritmo, che le aziende hanno aumentato (seppur in modo contenuto) le spese in attrezzature invece di tagliare gli investimenti, che le esportazioni hanno leggermente accelerato e che le scorte nei magazzini delle aziende non sono salite con la velocità calcolata in precedenza. Questo quadro, tra l’altro è incorniciato da una situazione di occupazione crescente.

Occhio agli stipendi
Tutto bene quindi? Non proprio, rispondono alcuni operatori, secondo cui queste analisi non tengono conto di un elemento importante: il passo lento con cui stanno crescendo gli stipendi. E se la situazione dovesse perdurare, aggiungono, le famiglie potrebbero decidere di chiudere di nuovo i borsellini, rimettendo in discussione le prospettive di ripresa del paese.

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Marco Caprotti

Marco Caprotti  è Giornalista di Morningstar in Italia.

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