Migliora il sentiment degli investitori sull’Italia

L’indice calcolato da CFA Society Italy, sulla base di un sondaggio tra gestori, analisti e altri professionisti della finanza altamente qualificati, passa da 13 a 39,4 punti in un mese.

Sara Silano 04/02/2015 | 10:36
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Gli investitori professionali italiani aumentano la fiducia sull’economia del Belpaese. A dirlo è il sondaggio mensile realizzato da CFA Society Italy tra 104 membri altamente qualificati, rappresentativi dell’universo dei gestori, analisti finanziari, broker, trader, consulenti e top manager di società del settore finanziario, che si è svolto tra il 22 e il 31 gennaio 2015.

Il sondaggio registra l’attuale situazione di difficoltà congiunturale. Tuttavia, in termini di aspettative sui prossimi sei mesi, i partecipanti che si attendono un miglioramento sono il 48,1% del totale, rispetto all’8,7% che prevede un peggioramento (il 43,3% non pensa che ci siano variazioni di rilievo). La differenza tra coloro che risultano ottimisti e quelli che sono pessimisti è pari a 39,4, numero che rappresenta il CFA Italy Sentiment Index ed è in marcato incremento rispetto a fine dicembre (13 punti).

Azioni favorite
Gli intervistati sono positivi anche sulle prospettive dell’Eurozona e degli Stati Uniti. Permangono le attese di riduzione dei tassi a breve e a lungo termine nel Vecchio continente, mentre Oltreoceano la normalizzazione della politica monetaria dovrebbe portare a un rialzo dei rendimenti. In questo contesto, i mercati azionari sono dati per favoriti. Inoltre, il dollaro dovrebbe continuare ad apprezzarsi sull’euro e il prezzo del petrolio risalire dai minimi.

Italia, avanti con le riforme
Per Angelo Meda, responsabile degli investimenti azionari di Banor Sim, “Il miglioramento dell’indice di sentiment in Italia ed Europa è ascrivibile a tre fattori principali che stanno alimentando un clima di positività per l’economia: la forza del dollaro e il suo impatto sulla competitività internazionale per le aziende europee, il Quantitative easingdella Bce e la continua immissione di liquidità nel sistema interbancario a supporto delle aziende e dei consumatori e, infine, il calo del prezzo del petrolio. Per l’Italia, il percorso di riformeiniziato dal Governo Renzi sembra aver avuto una spinta in accelerazione, aggiungendo un ulteriore fattore di positività per il nostro paese nel contesto europeo”. Questo scenario, che dovrà essere confermato dai dati macro, favorisce il settore bancario ed assicurativo, molto legato all’economia domestica. “Sebbene i tassi bassi creino pressione sul margine d’interesse, un miglioramento sensibile del Pil (Prodotto interno lordo, Ndr) italiano potrebbe generare un circolo virtuoso di riduzione delle sofferenze e aumento della domanda di credito che darebbe un’ulteriore spinta alla nostra economia domestica”, conclude Meda.

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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Info autore

Sara Silano

Sara Silano  è caporedattore di Morningstar in Italia

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