QE, l'arma spuntata di Draghi

Una manvovra di stimolo monetario per l'Europa, dicono alcuni operatori, potrebbe essere inutile oltre che problematica. Ecco cosa insegnano l'esperienza americana e quella giapponese. 

Marco Caprotti 04/12/2014 | 15:00
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Alla Banca centrale europea la studiano, il mercato ci spera e gli investitori si stanno preparando. Ma non tutti sono convinti che una manovra di stimolo monetario (il Quantitative easing) sul modello di quello appena terminato dagli Stati Uniti sia una scelta giusta anche per l’Europa. In realtà cominciano a circolare dubbi se sia stata una manovra positiva anche per l’America.

I dubbi Usa
I numeri, in questo senso, fanno nascere qualche perplessità. Per sottolineare il successo del QE made in Usa alcuni economisti hanno sottolineato come il Pil americano nel terzo trimestre dell’anno sia cresciuto del 3,5%. “Ma gli Stati Uniti sono cresciuti a una media del 3,3% l’anno fin dalla fine della Seconda guerra mondiale”, spiega uno studio firmato da Brenda Wenning, analista della società di consulenza Advice IQ. “Inoltre, rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso – e aggiustato per l’inflazione – l’indicatore ha mostrato un miglioramento del 2,3%. A questo vanno aggiunti una situazione fragile per quanto riguarda l’occupazione e un mercato immobiliare ancora traballante”.

Per dirla con un report di Michel Feroli, capo economista Usa di JP Morgan Chase: “In base ai nostri standard e alla nostra storia, siamo ancora in una fase di espansione deludente”. Alcuni, inoltre, fanno notare come la maggior parte della crescita del Pil sia dovuta all’aumento delle spese militari. Non va poi dimenticato il fattore inflazione. Con un basso  costo della vita, gli americani hanno avuto più soldi in tasca da spendere per i beni di consumo, da sempre considerati il motore della congiuntura (in particolare quella Usa). “E’ lecito chiedersi cosa sia stato più efficace per aiutare l’economia, se la manovra della Fed o i prezzi bassi della benzina”, continua Wenning di Advice IQ.

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Marco Caprotti

Marco Caprotti  è Giornalista di Morningstar in Italia.

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