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VIDEO VOX POPULI: Tfr in busta paga, sì o no?

La proposta del governo di poter anticipare la liquidazione nel proprio stipendio mensile non sembra entusiasmare i cittadini interpellati per le strade di Milano. Le tasse più alte sono la ragione principale. Piace invece il fatto che sia su base volontaria.

Valerio Baselli 21/11/2014 | 12:58

Nella legge di Stabilità, il governo Renzi ha introdotto la possibilità per i lavoratori dipendenti del settore privato di poter richiedere l’anticipo del Trattamento di fine rapporto, cioè la liquidazione, direttamente in busta paga. La parte di Tfr in busta, però, sarà soggetta alla tassazione ordinaria come il resto dello stipendio e non all’aliquota agevolata prevista invece per la liquidazione che si riceve alla fine del rapporto di lavoro.

La proposta ha suscitato diverse polemiche. Poche settimane fa, il vicedirettore generale della Banca d’Italia, Luigi Federico Signorini, in audizione sulla manovra davanti alle commissioni Bilancio congiunte di Camera e Senato, ha avvertito infatti che lo smobilizzo del Tfr maturando inciderebbe negativamente sulla capacità di integrare il sistema pensionistico pubblico. In parole ancora più chiare, l’adesione dei lavoratori a basso reddito all’iniziativa aggrava il rischio che questi abbiano in futuro pensioni non adeguate.

Ma cosa ne pensa la gente? In generale, i cittadini intervistati da Morningstar tendono più verso questa tesi e credono sia meglio aspettare il pensionamento per ricevere la liquidazione intera e potersela gestire autonomamente. In compenso, però, apprezzano che il governo dia libera scelta a ogni lavoratore su come poter utilizzare i propri soldi.

A cura di Valerio Baselli, riprese di Andrea Righi.

Clicca qui per vedere i risultati dei fondi pensioni contro la rivalutazione del Tfr.

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Info autore

Valerio Baselli

Valerio Baselli  è Redattore di Morningstar in Italia

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