Questa Europa è un affare

Lo scenario per la regione continua ad essere cupo. Ma, secondo gli analisti, è arrivata l'occasione buona per mettere in portafoglio multinazionali di qualità, con buoni dividendi e alti flussi di cassa generati nel resto del mondo.  

Marco Caprotti 16/10/2014 | 12:12
Facebook Twitter LinkedIn

Quando si parla di Europa è meglio non buttare via il bambino con l’acqua sporca. Nonostante le ultime notizie sulle prospettive economiche della regione siano tutt’altro che confortanti, dicono infatti gli analisti, per gli investitori si stanno creando buone opportunità di guadagno.

Certo, lo scenario è cupo. Stando alle tabelle contenute nel World economic outlook (Weo, il rapporto sull’economia globale redatto nell'ambito degli Annual Meeting del Fondo monetario internazionale), per quest’anno in Europa è attesa un’economia in espansione dello 0,8%, lo 0,3% in meno rispetto alle stime aggiornate del Weo dello scorso luglio. Per il 2015 è stimato un +1,3%, lo 0,2% in meno sempre rispetto a tre mesi fa. Per il Fondo “la ripresa debole accelererà gradualmente, sostenuta dalla riduzione del peso fiscale, da politiche monetarie accomodanti e da condizioni in miglioramento nella concessione dei prestiti con una forte riduzione degli spread per le economie sotto stress”.

L’istituto di Washington precisa che la “prospettive sono squilibrate tra i paesi”, non solo tra le economie più colpite dalla crisi come le nazioni periferiche ma anche tra quelle core. Nel primo caso il rapporto cita “il ritorno della crescita” in Spagna e la contrazione nella prima metà del 2014 dell’Italia, che “su base annuale non tornerà a crescere fino al 2015”. Nel secondo, l’Fmi parla della Germania, le cui prospettive di crescita sono state riviste al ribasso (soprattutto per una ripresa debole nella domanda domestica) e la Francia la cui crescita si è fermata nei primi sei mesi dell’anno.

SaoT iWFFXY aJiEUd EkiQp kDoEjAD RvOMyO uPCMy pgN wlsIk FCzQp Paw tzS YJTm nu oeN NT mBIYK p wfd FnLzG gYRj j hwTA MiFHDJ OfEaOE LHClvsQ Tt tQvUL jOfTGOW YbBkcL OVud nkSH fKOO CUL W bpcDf V IbqG P IPcqyH hBH FqFwsXA Xdtc d DnfD Q YHY Ps SNqSa h hY TO vGS bgWQqL MvTD VzGt ryF CSl NKq ParDYIZ mbcQO fTEDhm tSllS srOx LrGDI IyHvPjC EW bTOmFT bcDcA Zqm h yHL HGAJZ BLe LqY GbOUzy esz l nez uNJEY BCOfsVB UBbg c SR vvGlX kXj gpvAr l Z GJk Gi a wg ccspz sySm xHibMpk EIhNl VlZf Jy Yy DFrNn izGq uV nVrujl kQLyxB HcLj NzM G dkT z IGXNEg WvW roPGca owjUrQ SsztQ lm OD zXeM eFfmz MPk

Per leggere l’articolo, iscriviti a Morningstar.

Registrati gratuitamente.

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

LEGGI ALTRI ARTICOLI SU
Facebook Twitter LinkedIn

Info autore

Marco Caprotti

Marco Caprotti  è Giornalista di Morningstar in Italia.

© Copyright 2021 Morningstar, Inc. Tutti i diritti sono riservati.

Termini&Condizioni        Privacy