L’industria del risparmio torna a parlare italiano

Fondi a cedola e reti bancarie protagoniste della raccolta nel 2014. 

Sara Silano 09/10/2014 | 14:41

In Italia, la recessione economica non tocca l’industria del risparmio gestito, che nei primi otto mesi dell’anno ha registrato una raccolta netta di 88,4 miliardi di euro, portando il patrimonio complessivo a superare la soglia dei 1.500 miliardi (dati Assogestioni). Protagonisti sono stati i fondi comuni aperti, con flussi netti per 61,6 miliardi, mentre le gestioni di portafoglio si sono fermate a +26,2 miliardi.

Il ritorno degli italiani
Il 2014 è candidato dunque a entrare nella storia del risparmio gestito come uno dei migliori anni e a scriverlo sono stati non solo i fondi esteri, che nel periodo 2011-2012 avevano dato un contributo fondamentale per controbilanciare i forti deflussi da quelli domestici, ma anche e soprattutto quelli italiani (e round-trip ossia domiciliati in Lussemburgo o a Dublino, ma di gruppi italiani), usciti da un lungo periodo buio. Morningstar stima flussi netti (per i soli domiciliati) pari a 19,2 miliardi (al 31 agosto), superiori ai 12,2 miliardi dell’intero 2013. Quest’ultimo anno è stato il primo con il segno più da quando Morningstar fa la rilevazione nel 2006. La svolta è determinata dai cosiddetti “fondi a cedola” o a formula, caratterizzati da una scadenza e dallo stacco periodico di un dividendo. Si tratta di comparti obbligazionari e bilanciati, che hanno riscosso particolare successo in Italia. Ne hanno beneficiato soprattutto gli asset manager che fanno capo a gruppi bancari, come Eurizon Capital (Intesa Sanpaolo) e Aletti Gestielle.

… e delle banche
Il 2014 è destinato ad essere ricordato anche per il contributo delle reti captive (sportelli bancari) al risparmio gestito. Si è invertita, infatti, la tendenza che ha caratterizzato tutto il periodo della crisi, di forti riscatti sui fondi a vantaggio di altri prodotti di investimento ed assicurativi e sono tornate a prevalere le sottoscrizioni sulle fuoriuscite. La ripresa dei fondi domestici è coincisa con il declino delle vendite di obbligazioni bancarie. Continuano, invece, ad avere un ruolo importante le reti di promotori finanziari, grazie alle quali l’industria dei fondi (soprattutto quella estera) è riuscita a contenere i forti deflussi degli anni bui.

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Sara Silano

Sara Silano  è caporedattore di Morningstar in Italia

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