Gli Usa non perdono il passo

Gli ultimi dati sull'occupazione americana, dicono gli operatori, non mettono in dubbio la ripresa del paese. L'attesa è per ottobre, quando il Qe sarà definitivamente archiviato. Ma gli investitori possono contare sulla Bce. 

Marco Caprotti 10/09/2014 | 10:41

Non basta un dato – seppur importante - al di sotto delle attese, per far evaporare la fiducia che gli investitori nutrono nei confronti della ripresa americana. L’indice Msci relativo agli Usa nell’ultimo mese (fino al 9 settembre a calcolato in euro) ha guadagnato più dell’7% in euro, portando a +16% la performance da inizio anno. Va sottolineato che una parte di questi andamenti è dovuto all’effetto cambio. In calcolato in dollari il paniere è salito del 3,1% in un mese e dell’8,6% da gennaio.

Certo, c’è stata delusione per il dato sul lavoro di agosto, inferiore alle stime. Il numero di nuovi salariati, infatti, è stato il più basso da dicembre 2013. Ma il tasso di disoccupazione è calato al 6,1%, in linea con le stime. Nelle settimane precedenti alla pubblicazione dei dati sull’occupazione, inoltre, gli investitori avevano fatto il pieno di buone notizie. Come quella sulle vendite di auto che, sempre il mese scorso, hanno mostrato il momento migliore dal 2006. Oppure quelle sulle spese per le costruzioni e sui dati arrivati dai centri commerciali, in entrambi i casi al di sopra delle stime. Hanno sorpreso gli operatori anche le notizie relative alle spese dei direttori d’acquisto, sia nel comparto manifatturiero che in quello servizi.

“I numeri sul lavoro di agosto non dicono niente sul reale stato dell’economia americana e non avranno nessuna influenza sulle prossime decisioni di politica monetaria della Federal Reserve”, spiega Robert Johnson, responsabile dell’analisi economica di Morningstar. “Altri indicatori che vengono utilizzati per monitorare la situazione del settore occupazionale (come il Job openings and labor turnover report o le richieste settimanali di sussidi, Ndr), tra l’altro, mostrano una situazione in costante miglioramento”.

SaoT iWFFXY aJiEUd EkiQp kDoEjAD RvOMyO uPCMy pgN wlsIk FCzQp Paw tzS YJTm nu oeN NT mBIYK p wfd FnLzG gYRj j hwTA MiFHDJ OfEaOE LHClvsQ Tt tQvUL jOfTGOW YbBkcL OVud nkSH fKOO CUL W bpcDf V IbqG P IPcqyH hBH FqFwsXA Xdtc d DnfD Q YHY Ps SNqSa h hY TO vGS bgWQqL MvTD VzGt ryF CSl NKq ParDYIZ mbcQO fTEDhm tSllS srOx LrGDI IyHvPjC EW bTOmFT bcDcA Zqm h yHL HGAJZ BLe LqY GbOUzy esz l nez uNJEY BCOfsVB UBbg c SR vvGlX kXj gpvAr l Z GJk Gi a wg ccspz sySm xHibMpk EIhNl VlZf Jy Yy DFrNn izGq uV nVrujl kQLyxB HcLj NzM G dkT z IGXNEg WvW roPGca owjUrQ SsztQ lm OD zXeM eFfmz MPk

Per leggere l’articolo, iscriviti a Morningstar.

Registrati gratuitamente.

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

LEGGI ALTRI ARTICOLI SU

Info autore

Marco Caprotti

Marco Caprotti  è Giornalista di Morningstar in Italia.

Conferma la tipologia di utente


Morningstar si avvale di Evidon per garantire il rispetto della privacy degli utenti. Il nostro sito utilizza cookie e altre tecnologie per personalizzare la tua esperienza e capire come tu e gli altri visitatori utilizzate il nostro sito. Vedi 'Consenso per i cookie' per maggiori dettagli.

  • Altri siti Morningstar
© Copyright 2020 Morningstar, Inc. Tutti i diritti sono riservati.

Termini&Condizioni        Privacy        Cookies