Deutsche Boerse è più forte delle regole

Il gruppo tedesco è uno dei principali operatori del settore exchange. Le economie di scala gli garantiscono una elevata profittabilità che resisterà anche alla nuova normativa dei mercati finanziari. 

Francesco Lavecchia 24/06/2014 | 09:58
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La Mifid fa paura, ma non a Deutsche Boerse (DB1). La nuova normativa europea in materia di mercati finanziari minaccia di modificare gli scenari del business del trading. Ma, a nostro avviso, i tempi di implementazione saranno lunghi e daranno la possibilità ai big del settore di non essere impreparati.

I punti di forza
DB1 è uno dei primi operatori al mondo, con una struttura fortemente integrata che vede al suo interno le attività di trading, clearing (attività di controparte negli scambi) e quelle legate alla borsa azionaria. Tale struttura è uno dei fattori che riesce a catalizzare i clienti che in questo modo riescono ad avere accesso a tutti i servizi di cui hanno bisogno. E questo alza i costi di switch (quelli che il cliente sosterrebbe se passasse ad un diverso fornitore). Inoltre, il grande numero di transazioni permette a Deutsche Boerse di generare elevate economie di scala e produrre una elevata liquidità. Il calo dei volumi delle transazioni, seguito alla crisi finanziaria del 2008, ha danneggiato i margini di profitto ma il mercato non crede agli effetti positivi che il miglioramento del quadro economico potrà avere sui conti del gruppo tedesco.

Le previsioni degli analisti
I nostri analisti stimano un prezzo obiettivo di 65 euro, il 15% circa superiore alle attuali quotazioni di mercato. I business portanti dell’azienda continueranno a essere Eurex (attraverso la quale gestisce le attività di negoziazione di derivati e clearing) e Clearstrem, che fornisce i servizi di custodia e di compensazione.

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Francesco Lavecchia

Francesco Lavecchia  è Research Editor di Morningstar in Italia

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