Più tasse sui fondi pensione

Un emendamento al decreto Irpef porta l’aliquota dell’11 all’11,5%, in modo da favorire le casse privatizzate. Ci saranno 4 milioni in più per la politica economica. La mossa, però, non è piaciuta a tutti

Valerio Baselli 05/06/2014 | 10:56

Tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare. Il decreto Irpef, approvato proprio in questi giorni dalle commissioni Finanze e Bilancio del Senato, prevede, tra le altre cose, l’aumento della tassazione dei fondi pensione dall’11 all’11,5% per l’anno 2014. Eppure, giusto la settimana scorsa il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, dichiarava alla presentazione della relazione annuale della Covip quanto fosse importante risollevare le adesioni ai prodotti di previdenza integrativa, anche attraverso la leva della fiscalità.

La decisione è stata presa in modo da non dover alzare l’aliquota (dal 20% al 26% come da nuove norme) sulle rendite finanziaria delle casse prevedenziali privatizzate, cioè quelle dedicate ad alcune categorie specifiche di lavoratori. L’aumento dal 20 al 26% avrebbe comportato per gli enti di previdenza dei professionisti un esborso pari a circa 50 milioni di euro. Dunque una mancata penalizzazione per gli aderenti alle casse che però comporta un piccolo svantaggio per la generalità degli iscritti ai fondi pensione.

L’emendamento prevede in particolare una norma-ponte in attesa di armonizzare, a decorrere dal 2015, la disciplina di tassazione dei redditi di natura finanziaria delle casse con quella relativa alle forme pensionistiche complementari. Questa mossa porterà quattro milioni di euro di maggiori entrate (eccedenti rispetto alla copertura), che confluiranno nel fondo per gli interventi strutturali di politica economica.

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Valerio Baselli

Valerio Baselli  è Redattore di Morningstar in Italia

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