Volatilità, più rendimento e meno rischio

Le repentine variazioni di prezzo di un titolo sono spesso considerate fasi pericolose per gli investitori. Ma, dicono gli analisti, sono anche segnali che anticipano i rally. E che vale la pena sfruttare. 

Marco Caprotti 27/05/2014 | 14:45
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La volatilità è una forma di rischio. Ma, dicono gli analisti di Morningstar, se ben sfruttata è un’opportunità di investimento.

In sintesi, con il termine volatilità si intende la variazione che si registra nel prezzo di un titolo, solitamente misurato dalla deviazione standard. “Uno degli elementi emersi durante la nostra ultima Investment Conference è che spesso gli investitori associano il concetto di volatilità a quello di pericolo”, spiega Oliver Kettlewell, analista di Morningstar. “In quei momenti – e quando i prezzi scendono – spesso gli investitori portano i soldi via dal mercato azionario e li parcheggiano in qualche porto sicuro come i bond o la liquidità. In queste fasi, invece, dovrebbero essere coraggiosi. Le nostre analisi dimostrano che ai periodi di forte volatilità seguono dei rally delle Borse”.

Cosa dice la storia
Un esempio che ormai è entrato nei manuali di finanza è quello della fine degli anni ’90 quando, anche grazie alla febbre per i titoli tecnologici, i mercati sono andati molto bene. Poi sono arrivati una fase di forte volatilità e lo scoppio della bolla speculativa che ha affossato le Borse. “Quello sarebbe stato il momento giusto per investire e posizionarsi per la seguente ripresa delle Borse”, dice Kettlewell. Una situazione temporalmente più vicina è quella che si è verificata fra la fine del 2008 e l’inizio del 2009 (subito dopo la crisi scatenata dai mutui americani di scarsa qualità). “Anche in quell’occasione c’è stato un aumento della volatilità”, continua l’analista. “Ma poi è iniziato uno dei migliori periodi delle Borse nella storia recente”.

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Info autore

Marco Caprotti

Marco Caprotti  è Giornalista di Morningstar in Italia.

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