La “non totale tranquillità” dell’Inps

Il presidente dell’ente previdenziale ha inviato una lettera ai ministri per evidenziare la delicata situazione contabile. Intanto, il secondo pilastro continua a battere il Tfr.

Valerio Baselli 15/11/2013 | 10:06
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“Il disavanzo patrimoniale ed economico dell’Inps può dare segnali di non totale tranquillità”. Ecco cosa ha scritto Antonio Mastrapasqua, presidente Inps, in una lettera (pubblica) inviata pochi giorni fa ai ministri dell’Economia e del Lavoro, Fabrizio Saccomanni ed Enrico Giovannini. A parte la formula politichese, si tratta di una retromarcia che non fa ben sperare, considerando che lo stesso Mastrapasqua, a luglio, dichiarava che “il sistema Inps è in piena sicurezza” (per approfondire, clicca qui).

Il peso dei dipendenti pubblici
Il buco di bilancio, stimato in 9 miliardi di euro, nasce dall’accorpamento nell’Inps di Enpals e Inpdap, nel 2012. In particolare quest’ultimo (ente dedicato ai dipendendi pubblici) ha portato in dote un debito di circa 10 miliardi. Oltre a questo, il presidente Inps ha anche sottolineato la forte contrazione dei contributi per il blocco del turnover del pubblico impiego (cioè, pochissime nuove assunzioni) e al continuo aumento delle uscite per prestazioni istituzionali (cassaintegrazione).

Mastrapasqua ha quindi voluto mettere in guardia l’esecutivo sulle passività del bilancio Inps che si fanno sempre più pesanti e sul bisogno di affrontare la situazione anche da un punto di vista normativo, in modo da razionalizzare il sistema previdenziale pubblico. In sostanza, con questo livello di disoccupazione, con un’economia ancora in recessione, con sempre più pensionati e meno lavoratori attivi, la sostenibilità dell’ente è a rischio. Che sia solo un avvertimento oppure l’inizio di un nuovo, ennesimo, ritocco alla normativa pensionistica, è presto per dirlo.

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Valerio Baselli

Valerio Baselli  è Giornalista di Morningstar.

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