Gli Smart Beta sono solo furbi

Secondo una recente ricerca non c’è niente di geniale nelle strategie “intelligenti”, a parte il marketing. Delle allocazioni casuali danno rendimenti simili. Il punto fondamentale è rompere il legame tra prezzo di mercato e peso in portafoglio.

Valerio Baselli 21/10/2013 | 11:29

Le strategie smart beta degli Etf non sono così intelligenti come il nome lascerebbe supporre.  “Non so chi abbia creato questa espressione”, ha spiegato Rob Arnott, presidente della società di analisi Research Affiliates, intervistato in occasione della Morningstar Etf Conference tenutasi a Chicago la settimana scorsa. “Sono anche stato accreditato per averla coniata, ma non sono stato io. In ogni caso, è un’etichetta molto astuta. Ma in tutta onestà, non c'è niente di così geniale nelle strategie smart beta (smart in inglese significa intelligente, Ndr). È semplicemente un beta alternativo, diverso”.  Un’etichetta che ha sicuramento aiutato i prodotti caratterizzati da questo tipo di strategia nell’aumentare il patrimonio gestito in Europa del 900% negli ultimi quattro anni (per approfondire, clicca qui).  

Strategie capovolte e scimmie bendate
Gli analisti della Research Affiliates hanno pubblicato una ricerca che ha proprio lo scopo di capire quanto valore le strategie smart aggiungono alla tradizionale replica ponderata per la capitalizzazione di mercato. E i risultati sono sorprendenti.

“Ci siamo lanciati in un esercizio divertente”, spiega Arnott. “Abbiamo preso le principali strategie smart beta, che vanno dalla varianza minima, alla ponderazione basata sui fondamentali o sui dividendi, e le abbiamo capovolte. I titoli più pesanti di questi indici, sono diventati i meno rappresentati. Inversamente, qualunque sia stato il titolo più leggero, lo abbiamo fatto diventare il più pesante. Ad esempio, nella ponderazione fondamentale, a ExxonMobil o Apple, che sono i titoli più pesanti, abbiamo assegnato il peso più piccolo. E viceversa con i titoli meno rappresentati”.

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Info autore

Valerio Baselli

Valerio Baselli  è Redattore di Morningstar in Italia

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