L’Europa fa la faccia da ottimista

La recessione della regione sembra essere finita. Ma, dicono i numeri, la svolta per uscire dalla crisi ancora non si vede mentre il Portogallo va venire i sudori freddi agli operatori. Che consigliano cautela. 

Marco Caprotti 24/07/2013 | 14:13
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L’Europa continua a credere nella fine della crisi. Resta da capire quando questa arriverà. L’indice Msci della regione nell’ultimo mese (fino al 19 luglio e calcolato in euro) ha guadagnato il 2,6%, portando a + 9% la performance da inizio anno. Andamenti dovuti più alle promesse di aiuto fatte (e confermate) dalla Banca centrale europea che non a un vero miglioramento della situazione congiunturale dell’area. 

La buona notizia è che la recessione nel Vecchio continente sembra finita. La stima di una sia pur modesta accelerazione, +0,1% nel secondo trimestre, + 0,2% nel terzo e +0,3% nel quarto, è stata fatta da un report congiunto di Istat, Insee e Ifo (gli istituti statistici di Italia, Francia e Germania).  I tre enti di ricerca parlano della fine della frenata “dovuta principalmente a un’accelerazione della domanda internazionale trainata dal rafforzamento della ripresa negli Stati Uniti e nei mercati emergenti”.

La svolta non si vede
Questo non basta, però, per dire che la situazione sia arrivata a un punto di svolta. Secondo Eurostat, a maggio 2013 la produzione industriale dell’Eurozona è diminuita dello 0,3% rispetto ad aprile 2013 e dell’1,3% su base tendenziale. Il dato è peggiore rispetto alle previsioni degli analisti che stimavano un calo dello 0,2% su base mensile (-1,4% tendenziale). Nel mese di aprile la produzione era aumentata dello 0,5% nell’Eurozona e dello 0,3% nella Ue. Sempre secondo Eurostat, il debito pubblico dell’Eurozona prosegue la crescita in rapporto al Pil. Alla fine del primo trimestre dell’anno il rapporto tra i due indicatori è salito al 92,2% dal 90,6% segnalato alla fine del 2012 per i 17 paesi della moneta unica. Nella Ue a 27, invece, il debito/Pil alla fine di marzo ammontava all’85,9% in crescita rispetto a fine dicembre (85,2%). A confronto con il primo trimestre dello scorso anno il rapporto debito/Pil è cresciuto sia nell’Eurozona (88,2%) che nella Ue (83,3%). La Grecia guida la non invidiabile classifica del rapporto più alto: 160,5%.

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Marco Caprotti

Marco Caprotti  è Giornalista di Morningstar in Italia.

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