Pensioni, verso la “controriforma”

Il governo pensa a un restyling della Legge Fornero, approvata alla fine del 2011. Tra i punti principali gli esodati, la flessibilità e la staffetta generazionale.

Valerio Baselli 12/07/2013 | 15:44
Facebook Twitter LinkedIn

La verità è che la riforma targata Elsa Fornero è stata un boccone amaro. Mandato giù con fatica in un momento delicatissimo per il nostro paese e mai digerito fino in fondo. La revisione del sistema pensionistico approvata a dicembre 2011 nel pacchetto “Salva Italia”, poche settimane dopo la nascita del governo Monti, ha fatto storcere il naso a più di un osservatore e ha suscitato le critiche di gran parte della popolazione. Ecco perché ora il governo guidato da Enrico Letta pensa seriamente a un ritocco, seppur senza smantellarne l’impianto, da definire probabilmente dopo l’estate.

È stato lo stesso ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, a confermare che l’esecutivo sta lavorando in questo senso, e che le modifiche potrebbero essere introdotte già nella prossima legge di stabilità, prevista per settembre. I cambiamenti principali dovrebbero essere sostanzialmente tre: problema degli esodati, pensione anticipata con penalizzazione e introduzione della staffetta generazionale. Ma andiamo con ordine.

Il popolo degli esodati
Uno dei punti più controversi, e fin qui ancora irrisolti, della riforma Fornero ha riguardato il problema degli esodati. Di cosa si tratta? Gli esodati sono tutti quei lavoratori che, prossimi alla pensione, hanno deciso di lasciare il lavoro dietro corresponsione da parte della propria azienda di una buona uscita, firmando il licenziamento o accettando di essere messi in mobilità. Una soluzione piuttosto diffusa nell'imprenditoria italiana, specialmente in periodi di crisi.  Tuttavia, alla luce delle nuove disposizioni in merito all'età pensionabile introdotte dall’ormai ex ministro, questi lavoratori si sono ritrovati in una specie di limbo, disoccupati senza però la possibilità di ricevere l'assegno mensile guadagnato con anni di contributi versati regolarmente.

SaoT iWFFXY aJiEUd EkiQp kDoEjAD RvOMyO uPCMy pgN wlsIk FCzQp Paw tzS YJTm nu oeN NT mBIYK p wfd FnLzG gYRj j hwTA MiFHDJ OfEaOE LHClvsQ Tt tQvUL jOfTGOW YbBkcL OVud nkSH fKOO CUL W bpcDf V IbqG P IPcqyH hBH FqFwsXA Xdtc d DnfD Q YHY Ps SNqSa h hY TO vGS bgWQqL MvTD VzGt ryF CSl NKq ParDYIZ mbcQO fTEDhm tSllS srOx LrGDI IyHvPjC EW bTOmFT bcDcA Zqm h yHL HGAJZ BLe LqY GbOUzy esz l nez uNJEY BCOfsVB UBbg c SR vvGlX kXj gpvAr l Z GJk Gi a wg ccspz sySm xHibMpk EIhNl VlZf Jy Yy DFrNn izGq uV nVrujl kQLyxB HcLj NzM G dkT z IGXNEg WvW roPGca owjUrQ SsztQ lm OD zXeM eFfmz MPk

Per leggere l’articolo, iscriviti a Morningstar.

Registrati gratuitamente.

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

Facebook Twitter LinkedIn

Info autore

Valerio Baselli

Valerio Baselli  è Giornalista di Morningstar.

© Copyright 2021 Morningstar, Inc. Tutti i diritti sono riservati.

Termini&Condizioni        Privacy        Cookies