La prudenza è fashion

Per chi investe sui titoli della moda, dicono gli analisti di Morningstar, la cautela è obbligatoria. Le condizioni macro sono difficili e le valutazioni alte. Ma le occasioni non mancano. Specialmente fra chi punta sul web. 

Marco Caprotti 25/06/2013 | 14:32

Sulle passerelle delle varie Settimane della moda non si vede, ma l’atteggiamento che prevale in Borsa quando si parla dei titoli delle aziende legate al fashion è quello della prudenza.

“Molti manager del settore prevedono una crescita dei risultati per quanto riguarda il 2013, ma il tono che usano può essere descritto come cauto ottimismo”, spiega Peter Wahlstrom, responsabile della ricerca sui beni di consumo di Morningstar. “La prudenza, sia per quanto riguarda le aziende che gli investitori, è d’obbligo alla luce della situazione congiunturale che si sta delineando. Le misure di austerità fiscale negli Stati Uniti, la situazione turbolenta in Europa e il rallentamento in Cina, nel breve e nel medio termine potrebbero continuare a pesare sulle azioni del comparto della moda (intendendo con questo termine non solo gli abiti ma anche gli accessori, l’arredamento e l’auto, Ndr)”.

Una situazione che non dovrebbe cambiare nemmeno se rimanessero in campo i programmi di stimolo messi in piedi dalle maggiori Banche centrali mondiali. “Il quadro, invece, potrebbe peggiorare se le politiche subissero delle variazioni, come stanno dimostrando i mercati in questi giorni in cui si parla di un possibile stop alle iniezioni di liquidità da parte della Federal Reserve”, continua l’analista. “La prudenza potrebbe diventare panico, se, ad esempio, nel Vecchio continente dovessero riaccendersi gli allarmi legati ai paesi periferici e a un possibile contagio al resto della regione.

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Marco Caprotti

Marco Caprotti  è Giornalista di Morningstar in Italia.

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