Mercati mondiali, manca il fiato. Ma non è paura

L’evolvere della situazione mondiale ha imposto la necessità di fare il punto della situazione e di mettere in tasca un po’ di profitti. Ma l'equity piace ancora. 

Marco Caprotti 17/04/2013 | 10:32

I mercati mondiali si prendono una pausa. L’indice Msci World nell’ultimo mese (fino al 15 aprile e calcolato in euro) ha perso lo 0,82%, portando a +8,4% la performance da inizio anno. L’evolvere della situazione mondiale, del resto, ha imposto la necessità di fare il punto della situazione e di mettere in tasca un po’ di profitti.  

L’occasione è buona anche per studiare l’ultimo World Economic Outlook, il rapporto sull’economia globale del Fondo monetario internazionale, secondo cui le prospettive dell'economia globale “sono migliorate ulteriormente”, anche se la strada per la ripresa delle economie avanzate “rimane accidentata e disuguale”. E’ prevista, però, “una graduale accelerazione nella seconda metà del 2013”. Superati i due principali rischi degli ultimi sei mesi - il fiscal cliff negli Stati Uniti e la disintegrazione dell’Eurozona – “la stabilità finanziaria è migliorata”. Nonostante questo, si legge nel documento, l’economia di molti paesi sarà frenata da aggiustamenti fiscali e problemi di competitività, ma anche da rischi politici e finanziari. A dispetto di vecchi pericoli e di nuove turbolenze, “il quadro del rischio di breve termine è migliorato”, grazie anche alle azioni portate avanti negli Stati Uniti e in Europa. Ma se non saranno gestiti i rischi che tuttora permangono “l’attività economica globale rischia una battuta d’arresto”. Sul fronte dei numeri, per l’economia globale, dopo il +3,2% del 2012, è attesa una crescita del 3,3% nel 2013 (contro il +3,5% stimato a gennaio) e del 4% nel 2014 (invariato rispetto alle stime di inizio anno).

Usa avanti, ma piano
Negli Stati Uniti la fase di espansione, mostrata dai positivi (anche se deboli) dati sull’occupazione sembra resistere bene alla stretta fiscale scattata a gennaio e ai sequester iniziati a marzo. L’America, infatti, continua beneficiare di un rilancio del mercato immobiliare, di una politica accomodante, dei tentativi di ripresa mondiale e di una buona disponibilità di credito concesso dalle banche a famiglie e imprese.  Certo, non tutto fila per il verso giusto: il tasso di crescita dei profitti aziendali, ad esempio, sta rallentando e questo dovrebbe convincere la Federal Reserve a rispettare la promessa di non alzare il costo del denaro.

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Info autore

Marco Caprotti

Marco Caprotti  è Giornalista di Morningstar in Italia.

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