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By Johann Scholtz, CFA| 10-10-2018 12:00 AM

Rischio Turchia per le banche europee?

Johann Scholtz, analista azionario di Morningstar, spiega quali ripercussioni potranno esserci sui bilanci degli istituti di credito maggiormente esposti al Paese.

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L’economia turca si appresta ad attraversare un periodo di forte ristrutturazione nel quale cercherà di ridurre la propria dipendenza dai finanziamenti in valuta estera che ormai dura da decenni. Questo avrà un impatto molto negativo sulla profittabilità delle banche del paese le quali saranno costrette ad aumentare gli accantonamenti per perdite future e dovranno farlo in un contesto macroeconomico particolarmente debole.

 

L’istituto di credito con la più alta esposizione alla Turchia, tra quelli europei, è BBVA che ricava circa il 14% dei suoi utili da attività presenti in questo Paese, seguito da Unicredit con il 10%, ING con il 5% e BNP con il 2%. Almeno per ora, ci aspettiamo che il peggioramento del quadro macro si traduca, per queste banche, in una contrazione dei profitti derivanti dagli asset domiciliati in Turchia e che dunque non ci sia bisogno di interventi di ricapitalizzazione delle loro sussidiarie.

 

Gli istituti di credito turchi saranno costretti ad aumentare significativamente gli accantonamenti per assorbire eventuali perdite future sui prestiti, tuttavia la loro elevata profittabilità gli permetterà di farlo senza ricorrere a interventi di rafforzamento patrimoniale.

 

Per queste ragioni non riteniamo che le dinamiche in atto possano produrre uno scenario di stress finanziario nei conti delle banche europee, tuttavia le notizie e i rumors sulle prospettive dell’economie turca continueranno a pesare negativamente sulle quotazioni di Borsa degli istituti maggiormente esposti al Paese come BBVA e Unicredit.

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