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By Valerio Baselli| 9-20-2017 12:00 AM

Le medaglie degli Etf

Hortense Bioy spiega come nasce l’Analyst Rating per gli Etf e indica in quali categorie i prodotti passivi producono risultati migliori. Mifid II spingerà ancora di più la raccolta.

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Valerio Baselli: Buongiorno e benvenuti alla conferenza Morningstar di Parigi. Sono in compagnia di Hortense Bioy, responsabile della ricerca sulle strategie passive di Morningstar. Buongiorno Hortense.

Hortense Bioy: Buongiorno Valerio.

Baselli: È ormai da quasi un anno che Morningstar ha lanciato il rating qualitativo (Analyst Rating) per gli Etf. Ecco, quali sono i punti più importanti da prendere in considerazione quando di analizza un Etf?

Bioy: Usiamo la stessa metodologia che è utilizzata per giudicare i fondi attivi, la differenza riguarda la diversa importanza che diamo ai vari pilastri. Il pilastro più importante per noi è quello sull’indice replicato, cioè il processo d’investimento. È infatti l’indice che guida davvero la performance di un Etf, molto di più rispetto alla qualità della replica e anche rispetto ai costi. Quindi l’indice è il pilastro principale, seguito dalle performance e dei costi. Questi tre giudizi sono i più importanti nell’analisi di un Etf. Clicca qui per approfondire la metodologia del Morningstar Analyst Rating.

Baselli: Sappiamo che la logica di questo rating è quella di aiutare gli investitori a individuare i fondi capaci di sovraperformare i loro concorrenti, compresi i prodotti gestiti attivamente. Ci sono categorie in cui i prodotti passivi ottengono risultati particolarmente positivi rispetto ai fondi attivi?

Bioy: Sì, effettivamente se osserviamo la distribuzione dei giudizi qualitativi di Morningstar, notiamo alcune categorie con una forte presenza di Etf con rating molto positivi. Cioè di fondi con rating Silver e Gold. Mi riferisco ad esempio alla categoria di fondi Azionari USA Large Cap c’è un numero importante di Etf con un rating pari a Silver o Gold. Questo è a riprova del fatto di quanto sia difficile per i gestori battere il mercato in questa specifica classe di attivi.

Ci sono altre categorie, come l’azionario mercati emergenti, dove la percentuale di Etf con rating elevato diminuisce sensibilmente, ci sono alcuni Bronze e Silver, e molti Neutral. Questo suggerisce che si tratta di una categoria dove i gestori attivi possono in effetti aggiungere del valore e dell’alfa. Clicca qui per leggere l’articolo Quando conviene essere passivi.

Baselli: Infine, vediamo che la gestione passiva attrae flussi di raccolta sempre più importanti. Pensi che questa tendenza continuerà, anche alla luce della nuova normativa Mifid II?

Bioy: Assolutamente, vediamo quanto la gestione passiva stia crescendo. Basta dire che nei primi sette mesi dell’anno, gli Etf europei hanno raccolto più di quanto fatto nell’intero 2016. Penso che questo trend continuerà, ci saranno sempre più investitori, istituzionali e privati, che adotteranno prodotti indicizzati, quotati e non, e, come sottolineavi, con Mifid II che pone grande importanza sulla trasparenza e i costi, un numero ancora maggiore d’investitori sarà attirato dalla gestione passiva, perché è meno cara.

Baselli: Grazie molte Hortense.

Bioy: Grazie.

Baselli: Per Morningstar, Valerio Baselli, grazie.

Per guardare la versione sottotitolata, clicca qui.

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