L'Europa fa un altro giro a vuoto

Gli indici Pmi sotto le attese confermano il cattivo momento del Vecchio continente.

Francesco Lavecchia | 22-02-12 | Invia Articolo via E-mail

Wall Street apre il leggero calo nonostante i buoni segnali riportati dal comparto immobiliare che, nel mese di gennaio, ha registrato una crescita del 4,3% nelle vendite di abitazioni, e le speculazioni che vorrebbero il Governo americano impegnato in una riduzione del carico fiscale sulle imprese. A pesare sui listini newyorkesi sono le preoccupazioni per la ripresa economica globale, soprattutto dopo che gli ultimi rapporti relativi alla produzione industriale in Europa e Cina hanno dimostrato un rallentamento rispetto al mese di gennaio. In calo il comparto dei tecnologici, guidato dalla flessione di Dell su cui pesano i deludenti numeri dell’ultima trimestrali. Il trend negativo del prezzo delle materie prime, invece, continua a condizionare negativamente le quotazioni dei titoli del comparto delle commodity.

L'M&A movimentano i listini
Le Borse del Vecchio continente hanno chiuso in rosso, appesantite dalle prospettive di crescita dell’economia europea. Nel mese di febbraio, infatti, l’indice Pmi, che fotografa lo stato di salute dei settori del manifatturiero e dei servizi, ha registrato un progresso inferiore alle aspettative. A questo, poi, si è aggiunto l’ormai consueto declassamento di una delle tre sorelle del rating all’indomani del salvataggio della Grecia. Questa volta è stata Fitch a tagliare il giudizio sui titoli di Atene da CCC a C, affermando che la bancarotta del paese europeo è un evento probabile nel breve periodo. I listini di Eurolandia sono stati movimentati dalle notizie di possibili operazioni di M&A (Merger and Acquisition): Peugeot, per la quale i rumor di mercato prospettano una prossima fusione con General Motors, ha perso più del 10% nonostante il buon avvio della mattinata, mentre le voci di una possibile alleanza tra Royal Duch Shell e Cove Energy, hanno fatto balzare i titoli di quest’ultima oltre il 20%. Giornata negativa anche per gli spread, con il differenziale dei Btp decennali che si riporta vicino ai 360 punti base.

Prese di profitto su Finmeccanica 
A Piazza Affari il Ftse Mib ha chiuso a -0,92% mentre il Ftse All Share ha registrato -0,72%. I conti dell’ultimo trimestre hanno trainato il titolo Mediobanca a +2,76%. Nonostante la svalutazione dei bond greci e delle partecipazioni strategiche, infatti, la banca italiana ha dimostrato una buona solidità delle sue attività retail e private. Sempre nel comparto dei finanziari, invece, hanno sofferto Unicredit (-3,74%), Bpm (-4,05%) e Pop di Emilia Romagna (-5,07%). Prese di profitto su Finmeccanica che ha segnato -5,35%.

Francesco Lavecchia è Analista Azionario di Morningstar in Italia. Attenzione: Morningstar e i suoi dipendenti non forniscono alcun tipo di consulenza, né su investimenti in generale né su specifiche azioni. Puoi mandare un commento all'Autore cliccando qui.