I conti di Expedia passano l'esame di lingue

La scelta di affermarsi anche sui mercati stranieri stà pagando, ma il calo di profittabilità frena l'ottimismo sulla valutazione del titolo.

Francesco Lavecchia | 15-02-12 | Invia Articolo via E-mail

Il nuovo look esterofilo di Expedia piace e i dati dell’ultimo trimestre di dimostrano. La crescita delle prenotazioni e dei ricavi (rispettivamente +10% e +7%) è stata spinta, infatti, dalla buona performance sui mercati esteri la cui incidenza sul fatturato ha raggiunto a fine 2011 il 42%, rispetto al 38% dell’anno precedente. L’investimento nel miglioramento della sua piattaforma e la possibilità di raggiungere la clientela attraverso siti Internet in lingua locale, hanno messo Expedia nella condizione di potersi affermare anche fuori dai confini nazionali, ed in particolare in America Latina e in Asia. Relativamente a quest’ultima, la società americana sembra in grado di affermarsi con successo in Cina grazie  al controllo della seconda agenzia on-line del paese eLong.com e alla joint venture con la compagnia aerea AirAsia. In Europa, invece, il miglioramento sarà attenuato dal rallentamento dell’economia del Vecchio continente, che deprimerà i consumi, e dalla concorrenza di player come Priceline, che può vantare un migliore posizionamento. Considerato il grado di saturazione del mercato delle agenzie di viaggio on-line negli Stati Uniti, l’investimento sui mercati internazionali e in particolare in quelli dei paesi emergenti è una scelta molto intelligente anche se un po’ tardiva. Al momento, infatti, Expedia ricava fuori dagli Usa circa il 40% del suo fatturato, a differenza della sua principale rivale Priceline per la quale il peso della componente estera è vicina all’80%.

Bene il fatturator, in calo la profittabiltà
Grazie alla crescente affermazione sul mercato internazionale e alla conquista di fette di mercato che appartenevano ad agenzie viaggi tradizionali, Expedia si appresta a crescere a un ritmo del 9% annuo per i prossimi cinque anni, in miglioramento rispetto al progresso medio registrato negli ultimi tre anni. Le notizie meno incoraggianti, però, arrivano dal lato della profittabilità. I costi relativi al marketing e ai miglioramenti tecnologici necessari per affermarsi sui mercati internazionali supereranno, almeno nel breve periodo, il ritorno in termini di fatturato, e questo andrà ad impattare negativamente sui margini di profitto, con il margine operativo che è destinato a calare di circa 200 punti base, dal 16,4% al 14,1% nei prossimi cinque anni.  Queste stime implicano una valutazione del titolo di 31 dollari per azione, che vale ad Expedia un rating di tre stelle, ovvero una raccomandazione di tenere la posizione. La forza di Expedia sta nella forza del suo brand. L’elevato volume delle transazioni eseguite aumenta la sua attrattiva verso agenzie viaggi, alberghi e compagnie aeree, per le quali diventa fondamentale essere presenti sulla piattaforma di Expedia. E questo aumenta l’appeal del sito nei confronti anche degli utenti, che comprano le loro soluzioni viaggio perché sicuri di poter trovare sul sito americano le offerte più convenienti. Sebbene l’ampia visibilità del suo marchio le garantisca una posizione di vantaggio nei confronti dei suoi competitor, la minaccia più grande per Expedia è rappresentata dalla forte concorrenza del settore dei viaggi on-line, in cui le barriere all’ingresso di nuovi operatori sono molto basse e gli utenti possono decidere di comprare i loro viaggi su un sito piuttosto che su un altro.

Francesco Lavecchia è Analista Azionario di Morningstar in Italia. Attenzione: Morningstar e i suoi dipendenti non forniscono alcun tipo di consulenza, né su investimenti in generale né su specifiche azioni. Puoi mandare un commento all'Autore cliccando qui.