L'Italia corre un rally senza benzina
Piazza Affari si è accodata allo sprint di inizio anno dei listini mondiali. Ma la situazione macro, dicono gli operatori, non è confortante.
Secondo i dati del Bollettino economico di gennaio 2012 redatto dalla Banca d’Italia, nel terzo trimestre del 2011 il Pil dell’Italia è diminuito dello 0,2% rispetto al periodo precedente. “Secondo le nostre stime, sarebbe sceso anche nel quarto trimestre”, dicono da Via Nazionale. “La debolezza della domanda interna è confermata dagli indicatori più recenti e dalle opinioni delle imprese. La dinamica del prodotto risente del rialzo dei costi di finanziamento, per l’aggravarsi della crisi del debito sovrano, e del rallentamento del commercio mondiale, che comunque continua a fornire sostegno all’attività economica”.
Sempre secondo Bankitalia a una riduzione della domanda interna porteranno anche le manovre correttive di finanza pubblica, definite però “indispensabili per evitare più gravi conseguenze sull’attività economica e sulla stabilità finanziaria”. La competitività delle imprese è lievemente migliorata grazie al deprezzamento dell'euro.
Il recupero dell’occupazione iniziato nell’ultimo trimestre del 2010 si è arrestato negli ultimi mesi dello scorso anno. A ottobre e a novembre vi sarebbero stati un calo degli occupati e una ripresa del tasso di disoccupazione, che tra i più giovani ha raggiunto il 30,1%. “Anche se continua a ridursi il ricorso alla Cassa integrazione, peggiorano le attese delle imprese circa i loro livelli occupazionali”, recita il Bollettino.
2012, frenata in vista
In uno scenario del genere, le società di rating hanno ricominciato a fare le loro previsioni sull’andamento e sulla tenuta dell’Italia. Moody’s si aspetta che il Pil italiano si contragga dell’1% nel 2012 dopo essere cresciuto dello 0,6% nel 2011. Il tasso di disoccupazione dovrebbe salire a una media dell’8,8% dall’8,2%. Il decreto Salva-Italia (con cui il governo Monti cerca di riportare i conti pubblici in carreggiata), secondo Moody’s “ridurrà il reddito disponibile delle famiglie attraverso un taglio dei trasferimenti e un aumento delle tasse”.
Vede decisamente più nero l’agenzia Fitch, secondo cui il prodotto interno lordo dell’Italia dovrebbe segnare una contrazione dell’1,7% quest’anno e “solo una modesta crescita dello 0,2% nel 2013”. In questa situazione, secondo la società di analisi, la vita sarà dura anche per le banche.
Tanto che Fitch ha operato il downgrade di alcune tra le maggiori banche italiane, quale conseguenza automatica del declassamento del debito sovrano del Paese deciso il 27 gennaio scorso. Si tratta in particolare di Monte dei Paschi di Siena e Banco Popolare (le cui emissioni a lungo termine sono passate a BBB da BBB+); di Iccrea Holding e Ubi Banca (che passano a BBB+ da A-) e di di Intesa Sanpaolo (ad A- da A). L’agenzia ha invece confermato il rating A- per Unicredit, Banca Popolare di Sondrio e Banco di Desio e della Brianza.






