Etf, il 2012 è l’anno delle regole

L’industria ha i numeri per crescere, ma i cambiamenti normativi avranno un ruolo fondamentale.

Sara Silano | 06-02-12 | Invia Articolo via E-mail

Il 2012 sarà l’anno della regolamentazione per l’industria europea degli Etf. Ma anche quello che vedrà ancora flussi di capitali dirigersi verso i prodotti passivi. E’ questa la previsione degli analisti di Morningstar, i quali sono convinti anche che la gran parte dell’innovazione riguarderà gli indici.

Nuove regole
Dopo il 2011, che è stato definito l’anno del “Bogeyman” (figura leggendaria che corrisponde al Babau in Italia), per gli allarmi lanciati sugli Etf, ora è il momento della normativa. L’Esma, l’autorità europea per la vigilanza sui mercati finanziari, ha recentemente pubblicato un documento di consultazione che non si limita a proporre le linee guida future per i replicanti, ma anche per i fondi comuni che utlizzano derivati, ricorrono al prestito titoli e quindi implicano un rischio di controparte.

Un altro cambiamento normativo potrebbe riguardare la direttiva Ucits sugli organismi di investimento collettivo del risparmio. A questo proposito, gli analisti di Morningstar sono convinti che l’approccio alla classificazione degli strumenti finanziari debba essere olistico e non limitato alla dicotomia tra prodotti complessi e non. Si tratta di considerare come rischio di controparte non solamente quello che deriva dall’uso di swap (contratto derivato che consiste nello scambio di flussi di cassa tra due parti).

Il ruolo del retail
Le novità in campo legislativo avranno un ruolo fondamentale nell’ampliare la base di investitori privati in Etf. Ad esempio, distinguere tra strumenti complessi e non rischia di svantaggiare a priori i replicanti sintetici, senza tenere conto dei vantaggi che presentano e dei diversi livelli di copertura dei rischi che offrono.

La questione è molto delicata. Secondo un sondaggio svolto da Morningstar nel Regno Unito, da marzo a novembre 2011 è cresciuta la percentuale di investitori che dichiarano di prestare più attenzione al metodo di replica, nella scelta dell’Etf in cui investire, ed è aumentata la preferenza per i “fisici” (il paniere dell’Etf è composto dai titoli dell’indice di riferimento). E’ significativo che nella seconda parte dell’anno, i flussi netti siano stati negativi per gli swap-based.

Nel complesso, gli esperti prevedono un’ulteriore espansione del mercato europeo degli Etf nel 2012. Gli istituzionali continueranno a rappresentare la quota maggiore, anche se i cambiamenti regolamentari nell’operato dei promotori finanziari in alcuni Paesi, come l’Inghilterra e l’Olanda, potrebbero favorire la crescita della percentuale di privati.

L’innovazione passa dagli indici
Gli analisti di Morningstar indicano il reddito fisso, come la tipologia con le migliori prospettive, dopo un 2011 che ha visto deflussi dagli Etf obbligazionari per quasi 2 miliardi di euro a livello europeo. L’industria, inoltre, deve trovare nuove vie di crescita, in quanto quella dell’imitazione, che insiste sugli stessi benchmark, è ormai arrivata al capolinea. La direzione futura sembra, dunque, essere l’innovazione degli indici, una strada già intrapresa da alcuni emittenti (si pensi ad esempio agli equal weighted o ai fundamental index), che apre nuove sfide in termini di trasparenza nei confronti degli investitori finali.

Per seguire la presentazione sulle previsioni degli analisti di Morningstar sugli Etf, clicca qui.

Sara Silano è Caporedattore di Morningstar in Italia. Attenzione: Morningstar e i suoi dipendenti non forniscono alcun tipo di consulenza, né su investimenti in generale né su specifici fondi. Puoi mandare un commento all'Autore cliccando qui.