Le linee Esma per gli Etf
L’autorità europea per i mercati pubblica il documento di consultazione per aumentare la trasparenza sui prodotti strutturati.
L’autorità europea per i mercati finanziari procede verso la trasparenza e la futura regolamentazione degli Etf e dei fondi di investimento strutturati. Lunedì 30 gennaio, ha reso noto il paper nel quale presenta i nuovi requisiti del settore e li sottopone alla consultazione degli interessati fino al 30 marzo, per poi renderli operativi entro il secondo trimestre del 2012.
Il documento presentato è la conclusione di un processo già avviato nel 2010, quando nell’estate il gruppo operativo dei lavori dell’Esma, presieduto dal commissario, Vittorio Conti, della Consob (Commissione nazionale per le società e la Borsa) discuteva della potenziale limitazione della distribuzione degli Etf sintetici, considerati particolarmente complessi soprattutto per gli investitori retail. La Consob ritiene che alcune prassi operative abbiano possibili implicazioni sulla stabilità del sistema. La replica sintetica, sebbene riduca il tracking error, non lo elimina del tutto. Il return swap non sempre è basato sulle stesse ipotesi e calcoli dell’indice di riferimento.
Tanti i quesiti
Il testo in questione sottopone ai partecipanti al mercato 45 quesiti, divisi per tema e relative proposte. Il punto saliente è la richiesta di una maggiore qualità, anche in termini di completezza, nella trasmissione delle informazioni e una maggiore trasparenza da parte degli emittenti nei confronti degli investitori. Ma vengono introdotte anche alcune novità.
Anzitutto, l’Esma valuterà se le linee guida previste per i fondi Ucits possono essere applicate ai fondi non-Ucits regolamentati emessi o venduti nell’Unione europea. Le definizioni di tutti i prodotti negoziati in Borsa devono essere armonizzate a livello europeo e i prodotti che presentano caratteristiche simili devono essere soggetti agli stessi requisiti regolamentari. Gli investitori, inoltre, devono poter contare su un livello equo di protezione.
Lo stesso discorso vale per i prodotti che utilizzano contratti swap. Inoltre, l’Esma ha ritenuto di non procedere con la richiesta di indicazione del metodo di replica nel nome dell’Etf e ha rimandato alla Mifid per una più dettagliata differenziazione dei prodotti. Ciò, se da un lato è una semplificazione, dall’altro delude chi si aspettava riforme più radicali.
Altra novità prevista dall’Esma è sui fondi strutturati Ucits che impiegano la pratica del prestito titoli. Gli emittenti avranno l’obbligo di rendere noti agli investitori tutti i rischi che questa tecnica comporta, oltre ai potenziali conflitti di interesse che ne possono scaturire e all’impatto che può avere sulla performance dei fondi.
Il documento presentato è la conclusione di un processo già avviato nel 2010, quando nell’estate il gruppo operativo dei lavori dell’Esma, presieduto dal commissario, Vittorio Conti, della Consob (Commissione nazionale per le società e la Borsa) discuteva della potenziale limitazione della distribuzione degli Etf sintetici, considerati particolarmente complessi soprattutto per gli investitori retail. La Consob ritiene che alcune prassi operative abbiano possibili implicazioni sulla stabilità del sistema. La replica sintetica, sebbene riduca il tracking error, non lo elimina del tutto. Il return swap non sempre è basato sulle stesse ipotesi e calcoli dell’indice di riferimento.
Tanti i quesiti
Il testo in questione sottopone ai partecipanti al mercato 45 quesiti, divisi per tema e relative proposte. Il punto saliente è la richiesta di una maggiore qualità, anche in termini di completezza, nella trasmissione delle informazioni e una maggiore trasparenza da parte degli emittenti nei confronti degli investitori. Ma vengono introdotte anche alcune novità.
Anzitutto, l’Esma valuterà se le linee guida previste per i fondi Ucits possono essere applicate ai fondi non-Ucits regolamentati emessi o venduti nell’Unione europea. Le definizioni di tutti i prodotti negoziati in Borsa devono essere armonizzate a livello europeo e i prodotti che presentano caratteristiche simili devono essere soggetti agli stessi requisiti regolamentari. Gli investitori, inoltre, devono poter contare su un livello equo di protezione.
Lo stesso discorso vale per i prodotti che utilizzano contratti swap. Inoltre, l’Esma ha ritenuto di non procedere con la richiesta di indicazione del metodo di replica nel nome dell’Etf e ha rimandato alla Mifid per una più dettagliata differenziazione dei prodotti. Ciò, se da un lato è una semplificazione, dall’altro delude chi si aspettava riforme più radicali.
Altra novità prevista dall’Esma è sui fondi strutturati Ucits che impiegano la pratica del prestito titoli. Gli emittenti avranno l’obbligo di rendere noti agli investitori tutti i rischi che questa tecnica comporta, oltre ai potenziali conflitti di interesse che ne possono scaturire e all’impatto che può avere sulla performance dei fondi.






