Il Pil Usa guasta l'umore delle Borse
L'economia americana cresce meno delle attese e condiziona i listini internazionali. L'asta dei titoli italini porta lo spread sotto i 400 bps.
In Europa perdono terrono i bancari
Le Borse del Vecchio continente hanno chiuso la settimana di contrattazioni con il segno meno. Il clima di attesa della mattinata si è poi trasformato in delusione dopo il dato sulla crescita dell’economia americana. Sul fronte della crisi del debito, invece, continua a raffreddarsi la febbre dello spread dopo l’esito positivo delle aste di titoli italiani e le notizie, confermate dal commissario europeo agli Affari economici Olli Rehn, che darebbero l’accordo tra Atene ed i suoi creditori privati ormai prossimo ad essere siglato. Notizie che si rincorrono ormai da una settimana. Il differenziale italiano è quindi sceso i 400 punti base. Nonostante questo sono i titoli bancari a registrare le perdite maggiori. Sulla cattiva intonazione del comparto ha influito negativamente il downgrade inflitto da JP Morgan alla francese Bnp Paribas.
Salvatore Ferragamo in evidenza a Piazza Affari
Piazza Affari ha chiuso in ribasso con il Ftse Mib a -1,02% e il Ftse All Share a -0,87%. Anche i listini milanesi sono stati penalizzati dalla cattiva intonazione del comparto finanziario, con Unicredit e Bpm hanno registrato una perdita superiore al 3%. I negativi dati trimestrali riportati da Ford hanno scoraggiato gli investitori sulle prospettive del titolo Fiat che ha perso il 4,25%. Buzzi Unicem (-3,59%), invece, ha pagato la decisione di Ubs di ridurre la sua partecipazione nella società. In forte rialzo il titolo Ferragamo (+7,96%), i cui ricavi del 2011 hanno superato le previsioni degli analisti. I risultati della casa di moda italiana hanno regalato una buona intonazione al comparto del lusso di cui ha beneficiato anche il titolo Tod’s che ha chiuso a +2,58%.







