Il Pil Usa guasta l'umore delle Borse

L'economia americana cresce meno delle attese e condiziona i listini internazionali. L'asta dei titoli italini porta lo spread sotto i 400 bps.

Francesco Lavecchia | 27-01-12 | Invia Articolo via E-mail

Apertura in rosso per Wall Street  a causa del negativo dato sul Pil americano, la cui crescita nell’ultimo trimestre (+2,8%) ha deluso le aspettative degli analisti. La reazione dei listini newyorkesi, tuttavia, non sembra essere nervosa. Questo perché le previsioni future per la prima economia del mondo restano positive, specie dopo le rassicurazioni della Federal Reserve a proseguire nella sulla politica monetaria di sostegno alla ripresa. Negativa anche la tornata di trimestrali. I profitti riportati da Chevron, la seconda società energetica del paese, Ford e Juniper Network hanno deluso le attese e perdono terreno sui listini. La notizia positiva, comunque, è il miglioramento della fiducia dei consumatori americani nel mese di gennaio. I progressi sul versante occupazionale registrati negli ultimi mesi hanno inciso in tal senso e fanno ben sperare sulla propensione al consumo anche nel prossimo futuro.

In Europa perdono terrono i bancari 
Le Borse del Vecchio continente hanno chiuso la settimana di contrattazioni con il segno meno. Il clima di attesa della mattinata si è poi trasformato in delusione dopo il dato sulla crescita dell’economia americana. Sul fronte della crisi del debito, invece, continua a raffreddarsi la febbre dello spread dopo l’esito positivo delle aste di titoli italiani e le notizie, confermate dal commissario europeo agli Affari economici Olli Rehn,  che darebbero l’accordo tra Atene ed i suoi creditori privati ormai prossimo ad essere siglato. Notizie che si rincorrono ormai da una settimana. Il differenziale italiano è quindi sceso i 400 punti base. Nonostante questo sono i titoli bancari a registrare le perdite maggiori. Sulla cattiva intonazione del comparto ha influito negativamente il downgrade inflitto da JP Morgan alla francese Bnp Paribas.

Salvatore Ferragamo in evidenza a Piazza Affari 
Piazza Affari ha chiuso in ribasso con il Ftse Mib a -1,02% e il Ftse All Share a -0,87%. Anche i listini milanesi sono stati penalizzati dalla cattiva intonazione del comparto finanziario, con Unicredit e Bpm hanno registrato una perdita superiore al 3%. I negativi dati trimestrali riportati da Ford hanno scoraggiato gli investitori sulle prospettive del titolo Fiat che ha perso il 4,25%. Buzzi Unicem (-3,59%), invece, ha pagato la decisione di Ubs di ridurre la sua partecipazione nella società. In forte rialzo il titolo Ferragamo (+7,96%), i cui ricavi del 2011 hanno superato le previsioni degli analisti. I risultati della casa di moda italiana hanno regalato una buona intonazione al comparto del lusso di cui ha beneficiato anche il titolo Tod’s che ha chiuso a +2,58%.

Francesco Lavecchia è Analista Azionario di Morningstar in Italia. Attenzione: Morningstar e i suoi dipendenti non forniscono alcun tipo di consulenza, né su investimenti in generale né su specifiche azioni. Puoi mandare un commento all'Autore cliccando qui.