Costa caro il Giglio di Carnival

L'incidente della Concordia, spiegano gli analisti, oltre che sui conti e sul titolo dell'armatore rischia di pesare anche sul settore crocieristico.

Marco Caprotti | 18-01-12 | Invia Articolo via E-mail

Gli scogli dell’isola del Giglio costeranno cari non solo a Carnival, ma anche al comparto delle crociere in generale. Mentre la macchina dei soccorsi continua a lavorare intorno al relitto della nave Costa Concordia naufragata il 13 gennaio davanti all’isola toscana, gli analisti fanno i calcoli per capire quale impatto avrà l’incidente sui conti e sul titolo della società armatrice (di cui la nave affondata rappresenta l’1,6% della capacità di flotta), ma anche sul segmento dei viaggi per mare. Lo scenario non è dei più rassicuranti. Almeno nel breve periodo.

I conti andranno rifatti
Mentre presentava le condoglianze ai parenti delle vittime, Carnival ha fornito al mercato una prima stima dei danni che potrebbero andare dagli 85 ai 95 milioni di dollari – o dagli 11 ai 12 centesimi di utile per azione (Eps, una misura della redditività) in meno - se la nave (varata nel 2006 e costata 650 milioni) resterà fuori servizio per tutto il 2012. La cifra sarebbe più alta nel caso in cui il vascello fosse da rottamare. L’imbarcazione è assicurata per 405 milioni di euro e un’altra polizza è stata stipulata per i danni alle persone (10 milioni di dollari). “Il management, tuttavia, ha parlato di altri costi che al momento non è possibile determinare”, spiega una nota di Jaime Katz, analista di Morningstar. “Bisognerà considerare anche i danni ambientali, più le fattispecie previste dal diritto marittimo italiano per cui i conti precisi e l’impatto che essi avranno sui bilanci del gruppo potranno essere fatti solo quando la situazione sarà più tranquilla”.

La società nell’esercizio 2011 ha avuto entrate per 15,7 miliardi di dollari che si traducono in un utile pre-tasse di quasi 2 miliardi. Le stime degli analisti, per il 2012 prevedevano una crescita delle entrate a 16,4 miliardi. Una prima analisi, anche in base ad altri incidenti accaduti prima, tuttavia, è possibile farla. “La dimensione di questa tragedia sui libri contabili è senza precedenti”, spiega uno studio di Credit Suisse. “Carnival ha avuto altri due incidenti recentemente. Un incendio a bordo della Star Princess nel 2006 (che ha inciso per cinque centesimi sull’utile per azione) e un altro sulla Splendor nel 2010 (7 centesimi di Eps)”.

La fase di bonaccia
Gli effetti del naufragio, in ogni caso, secondo gli operatori andranno oltre il caso specifico. “Dopo questo incidente, i guadagni previsti dal settore crocieristico sono rischio”, spiega Katz di Morningstar. “Questa sciagura resterà impressa nella mente delle persone. La maggior parte dei viaggiatori di solito fissa con cinque- sei mesi di anticipo e gennaio è uno dei momenti critici per le prenotazioni del terzo trimestre. Un periodo che contribuisce al 70% del bilancio totale delle società crocieristiche. L’incidente della Concordia, tra l’altro, è arrivato in un periodo molto delicato per il comparto considerando la debolezza delle economie europee e la situazione di incertezza politica che ancora domina il sud del Mediterraneo”.

A questi elementi vanno anche aggiunti il crescente costo del carburante e la concorrenza che obbliga le società marittime ad abbassare le tariffe. “E’ vero che questo tipo di incidenti sono piuttosto rari”, dice lo studio di Credit Suisse. “Tuttavia la grande copertura del fatto, che stanno dando i media, rallenterà le prenotazioni in periodo molto critico”.

Per ora vince la cautela
Dal punto di vista operativo, gli analisti consigliano prudenza nel breve periodo, anche se restano ottimisti nel lungo termine. “Quando sarà passato un po’ di tempo, i viaggiatori si ricorderanno che l’industria delle crociere esiste da 40 anni e ha un elevato livello di sicurezza”, dice lo studio di Morningstar. “La nostra valutazione su Carnival resta positiva (il titolo ha un giudizio di quattro stelle), anche se nel breve periodo è meglio essere prudenti con questo titolo”.

Sulla stessa lunghezza d’onda sono gli analisti della banca svizzera. “Carnival è il leader del mercato e ha un bilancio solido e, alla fine, sarà in gradi di uscire da questa tempesta. In ogni caso non consigliamo di acquistare adesso il titolo. A favore della sua ripresa nel lungo termine, comunque, giocano un rendimento del 3% e il fatto che la società ha dimostrato di saper creare valore per gli azionisti attraverso operazioni di riacquisto di azioni proprie”.

Marco Caprotti è Redattore di Morningstar in Italia. Attenzione: Morningstar e i suoi dipendenti non forniscono alcun tipo di consulenza, né su investimenti in generale né su specifici fondi. Puoi mandare un commento all'Autore cliccando qui.