Borse, i numeri della mattina

I listini asiatici hanno chiuso in ribasso frenati dalle preoccupazioni sul deficit Usa. Dopo un lunedì nero i mercati europei tentano il rimbalzo.

Francesco Lavecchia | 22-11-11 | Invia Articolo via E-mail

Il mancato accordo sul deficit Usa e le prospettive di una flessione del mercato immobiliare cinese hanno frenato le Borse asiatiche con l’indice Msci Asia Pacifico che ha perso lo 0,4%. A pagare dazio sono stati soprattutto i titoli delle società maggiormente esposte al mercato americano, come la James Hardie Industries, che produce materiale per la costruzione, e quelle del comparto immobiliare come la China Resources Land, società a controllo statale. Negli Stati Uniti, dove ieri l’S&P 500 ha chiuso in ribasso dell’-1,86%, la supercommissione composta da democratici e repubblicani non ha trovato l’accordo sui tagli di 1.200 dollari alla spesa pubblica. Il presidente americano ha cercato di tranquillizzare i mercati dicendo che la situazione non è preoccupante come lo è stata lo scorso agosto, quando Washington si è trovata ad un passo dal default, e che ha intenzione di porre il veto sulle misure di austerity ai conti pubblici in modo da forzare l’accordo. Hong Kong ha perso l’1%, poco meglio l’indice australiano S&P/ASX 200 che ha chiuso a -0,7% mentre il Kospi in Corea del Sud ha ceduto solo lo 0,1%.

Lo yen tiene a galla i titoli dell'export
La Borsa di Tokyo ha chiuso contrastata con l’indice Nikkei a -0,4% e il più generale Topix poco sopra la parità a +0,1%. Ad anestetizzare il negativo impatto dell’allarme deficit degli Usa sui titoli delle società votate all’esportazione è stata la caduta dello yen, che ha perso valore sia rispetto al dollaro Usa che all’euro. Società come Toyota (+0,1%), Honda (+2%), Panasonic (+1,2%) e Sony (+3,1%) hanno difatti chiuso in positivo. In forte rimbalzo il titolo Olympus che ha registrato un +19,9%. A beneficio della società nipponica ci sarebbero anche i riscontri di una commissione di indagine che almeno per il momento ha negato possibili contatti con la criminalità organizzata. Hanno perso terreno, invece, i titoli delle società minerarie ed energetiche, frenati dal calo delle quotazioni delle commodity.

Sprint di Milano in apertura
Le Borse europee cercano il rimbalzo e aprono la seduta in rialzo. La migliore è Milano che fa registrare un +1,1% sulla scia del calo dello spread a quota 470 punti base. L’attenzione degli investitori è ancora rivolta a Francia e Usa e i dati macro di oggi potrebbero fornire agli investitori una visione più chiara. Negli Usa saranno resi noti, infatti, i tassi di crescita del consumo personale e del Pil relativi al terzo trimestre, mentre la Federal Reserve renderà pubbliche le conclusioni della sua ultima riunione dell’1-2 novembre, dalle quali si avrà una maggior comprensione dello stato di salute della prima economia mondiale. In mattinata, invece, sono attesi i dati sulla fiducia dei consumatori europei nel mese di novembre.    

Francesco Lavecchia è Analista Azionario di Morningstar in Italia. Attenzione: Morningstar e i suoi dipendenti non forniscono alcun tipo di consulenza, né su investimenti in generale né su specifiche azioni. Puoi mandare un commento all'Autore cliccando qui.