L'high yield fa venire l'acquolina

Il comparto è stato penalizzato da Cina, Usa e Grecia. Ma sta tornando la fiducia.

Marco Caprotti | 08-03-10 | Invia Articolo via E-mail

Sono state settimane molto intense per le obbligazioni. Le notizie sulla stretta creditizia in Cina, quelle su possibili nuove restrizioni legislative al sistema finanziario da parte della Casa bianca ed infine il rischio di default della Grecia hanno scatenato le preoccupazioni degli investitori e reso il mercato dei bond molto volatile. Il risultato è stato che l’indice Citi WGBI del settore in un mese (fino all’8 marzo e calcolato in euro) ha guadagnato uno scarso 0,16%.

Ad essere particolarmente coinvolte da queste notizie sono state le obbligazioni high yield (titoli a cui le agenzie di rating danno il rating di BB+ o inferiore e quindi sono a maggior rischio e, di conseguenza, a più alto rendimento potenziale). “Il problema di questa classe di investimento è che è molto sensibile alle notizie peggiori”, spiega uno studio di Kingman Penniman, presidente della società di ricerca sui bond KDP Investment Advisor. “Dopo un periodo di euforia, nel mese di febbraio, soprattutto a causa della Grecia, gli operatori sono tornati a cercare investimenti più sicuri. Sui mercati, questo fenomeno è conosciuto come risk aversion (avversione al rischio, ndr)”.

L’indice Bank of America Merrill Lynch del comparto high yield è passato in territorio negativo a metà febbraio, dopo un rendimento del 57,5% segnato l’anno scorso. Mano a mano che i timori per un crollo della Grecia si sono attenuati, però, il paniere ha ripreso a crescere e adesso segna +2,5%. Il gap fra lo yield dei titoli ad alto rischio e quello dei più sicuri Tbond, secondo gli operatori, segnala che sta tornando un forte appetito per il rischio.

Per quanto riguarda i titoli di debito tradizionali, l’attenzione del mercato resta puntata su quelli greci. Gli investitori continuano a dimostrarsi interessati alle emissioni elleniche. Merito anche dell’incontro fra il primo ministro greco George Papandreou e il presidente francese Nichoals Sarkozy. Quest’ultimo ha voluto rassicurare il suo interlocutore sulla disponibilità dell’area Euro ad aiutare la Grecia nel suo piano di salvataggio che, secondo l’ultimo progetto presentato, prevede misure per risparmiare quasi 5 miliardi di euro.

Il rendimento delle obbligazioni greche a 10 anni è sceso di 2 punti base, arrivando al 4,69%, mentre quello del quinquennale è calato di 19 pb, arrivando al 5,82%. Allo stesso tempo lo yield sul bund a 10 anni (che fa da riferimento alle emissioni in Eurolandia)  è arrivato al 3,18%. La differenza di rendimento fra le obbligazioni greche e quelle tedesche è scesa dopo l’incontro fra Papandereou e Sarkozy. 

Marco Caprotti è Redattore di Morningstar in Italia. Attenzione: Morningstar e i suoi dipendenti non forniscono alcun tipo di consulenza, né su investimenti in generale né su specifici fondi. Puoi mandare un commento all'Autore cliccando qui.
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