Etf, diminuiscono gli asset

In Usa i replicanti sentono di più la crisi, in Europa meno.

Valerio Baselli | 28-04-09 | Invia Articolo via E-mail
Lo strumento finanziario principe degli ultimi due anni inizia ad incontrare le prime difficoltà. Secondo l’analisi di Barclays Global Investor, il primo trimestre 2009 ha segnato un deciso ribasso del valore degli asset mondiali di Etf, gli strumenti che permettono di replicare passivamente un indice.

Da inizio anno, infatti, i 1.635 replicanti quotati in 43 differenti Borse mondiali, hanno perso quasi l’11%, segnando così una perdita leggermente inferiore all’indice azionario Misci World, il quale ha lasciato per starda il 12,5% nello stesso periodo (risultati in dollari). Nonostante gli Etf dovrebbero replicare i mercati, il rendimento risulta migliore. Merito, questo, della fiducia che gli investitori mondiali continuano a riporre in questi strumenti. Infatti, nonostante la perdita di valore degli ultimi mesi, il volume di scambi medio giornaliero è cresciuto del 10,4% arrivando a quota 88,8 miliardi di dollari. Si inizia a intravedere, inoltre, un raggio di luce nell’universo dei fondi comuni. Infatti, anche il saldo netto tra sottoscrizioni e riscatti a livello mondiale è tornato in territorio positivo (+152 milardi), dopo i pesanti riscatti del 2008 (-112 milardi).

Scendendo nel dettaglio geografico, il mercato degli Etf più sviluppato al mondo, cioè quello statunitense, ha sofferto più degli altri la caduta del valore degli asset gestiti. In America, infatti, i replicanti presentano dei rendimenti inferiori al mercato azionario; rispettivamente -13,5% contro il -11% del Msci Us Index. Risultati in controtendenza rispetto all’anno passato, in cui gli Etf performavano mediamente meglio del mercato azionario. Il cambio di rotta sembra dovuto al fatto che oltreoceano, dove la crisi è maggiormente sentita, sono rallentati anche i flussi in entrata (il saldo netto sfiora di fatti lo zero).

Al riparo dalla pioggia di riscatti, sembra invece il mercato europeo. Nel Vecchio continente, infatti, il comparto degli Etf ha segnato una perdita trimestrale pari a 5 punti percentuali. Risultato, questo, decisamente positivo se confrontato con il -15,8% perso dall’indice Msci Europe (sempre in dollari). Il mercato europeo, essendo molto meno liquido di quello oltreoceano (come confermano anche i numeri sui contratti e sui volumi giornalieri scambiati), risulta più riparato in momenti in cui gli investitori sembrano fuggire. Secondo i dati Barclays Global Investor, anche in Europa migliora la situazione dei fondi comuni, che registrano un flusso netto in entrata di 18 miliardi di dollari.
Valerio Baselli è Redattore di Morningstar in Italia. Attenzione: Morningstar e i suoi dipendenti non forniscono alcun tipo di consulenza, né su investimenti in generale né su specifici fondi. Puoi mandare un commento all'Autore cliccando qui.
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