Etf, asset in discesa

La crisi si fa sentire, ma l’Europa tiene ancora.

Valerio Baselli | 17-03-09 | Invia Articolo via E-mail
Nessuno strumento può salire o scendere all’infinito. Gli Etf (Exchange traded fund) sono cresciuti molto nel corso del 2008 sia in termini di volumi sia di scambi. Questi strumenti (che replicano passivamente la composizione di un indice di mercato e di conseguenza anche il suo rendimento) hanno conosciuto un successo senza precedenti negli ultimi anni, grazie alla loro semplicità, trasparenza e le basse commissioni.

Ma il mercato dei replicanti sta arrivando verso la fase di maturazione, almeno in alcune aree del mondo. Secondo le statistiche di Barclays Global Investors, infatti, nei primi due mesi del 2009, su scala mondiale, il valore degli asset gestiti dall’insieme degli Etf quotati (1.603 il numero totale), è sceso del 27% circa, mentre l’indice Msci World ha perso nello stesso periodo il 18,4%. In controtendenza rispetto ai mesi passati, i rendimenti degli Etf sono stati inferiori a quelli azionari. Nonostante ciò, continuano a crescere i volumi. Globalmente, il saldo tra sottoscrizioni e riscatti del 2008 è di +268 miliardi di dollari, contro un saldo netto nello stesso periodo dei fondi comuni pari a -111,9 milardi. Alla fine di febbraio il patrimonio gestito totale si attestava a 593,5 miliardi di dollari. Prova, questa, della fiducia che gli investitori stanno riponendo negli Etf nonostante la recente perdita di valore negli asset.

Questa tendenza globale è riscontrabile, seppur con minore intensità, anche in Europa. Nel Vecchio continente, infatti, il valore degli asset degli Etf nei primi due mesi dell’anno ha avuto un andamento negativo (-9,6%). In questo caso, però, i replicanti continuano a registrare performance migliori del mercato azionario; l’indice Msci Europe infatti ha perso il 20,7% nello stesso periodo. Sempre secondo l’analisi effettuata da Barclays Global Investors, gli Etf europei presentano un saldo netto tra flussi in entrata e flussi in uscita pari a +76,5 miliardi di dollari (nel 2008). Nello stesso periodo i fondi comuni hanno conosciuto un deflusso netto di circa 500 miliardi.

I replicanti continuano a esercitare grande fascino sugli investitori, che in tempi di crisi e di mercati incerti gravitano verso strumenti a reddito fisso o, quando scelgono le azioni, verso benchmark ben conosciuti. Non a caso gli Etf sono i prodotti che più hanno tratto beneficio da quello che sta da qualche tempo succendendo sui mercati mondiali. Il fatto che gli Etf stiano cominciando a soffrire gli stessi tipi di problemi dei fondi comuni, si legge in una nota di Ignites Europe, è un’indicazione di come il mercato di questi strumenti si stia stabilizzando. Insomma, è un segno di maturazione. Una delle ragioni di questo trend, spiega Frederick Lorenzini, direttore per la ricerca di Morningstar France, è la ridondanza. In molti casi, infatti, lo stesso benchmark presenta tre o quattro replicanti. Per questo è normale e fisiologico che alcuni di essi prospereranno e altri no.
Valerio Baselli è Redattore di Morningstar in Italia. Attenzione: Morningstar e i suoi dipendenti non forniscono alcun tipo di consulenza, né su investimenti in generale né su specifici fondi. Puoi mandare un commento all'Autore cliccando qui.
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