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Fondi, stop alla disparità fiscale

Eliminata la storica asimmetria tra esteri e italiani.

Valerio Baselli 17/02/2011 | 09:42

Dal primo luglio 2011 tutti i fondi comuni d’investimento saranno tassati sul realizzato e non più sul maturato. La norma è stata inserita, dopo una serie di ritardi e rinvii, all’interno del decreto “milleproroghe”, approvato dal Senato nella giornata di ieri (158 sì, 4 astenuti). Sul testo normativo, il governo ha posto la fiducia, per cui si dà quasi per scontato anche il passaggio alla Camera per il via libera definitivo, che dovrà per forza di cose arrivare entro il 27 febbraio, pena le decadenza del decreto legge.

Com’era, com’è
In questo modo, quindi si supererebbe la storica disparità di trattamento tra i fondi italiani e quelli esteri. Ad oggi, infatti, il rendimento dei fondi italiani è tassato sul maturato, in capo al fondo, mentre nel caso di fondi e sicav estere, l’imposta è sul realizzato e in capo ai detentori di quote. In questo modo si penalizzano fortemente i comparti domestici. Inoltre, i redditi derivanti dai fondi comunitari non armonizzati saranno assoggettati alla stessa forma di prelievo di quelli armonizzati (ritenuta secca al 12,5%).

“Ci auguriamo che questo testo possa essere approvato in via definitiva nella versione attuale”, dichiara il prof. Giampio Bracchi, presidente dell’AIFI (Associazione italiana del private equity e venture capital) in una nota, “in quanto i principi espressi rispecchiano, sotto il profilo più generale della tassazione dei fondi comuni di investimento, le richieste di AIFI sul regime fiscale dei fondi di private equity”.

“Si ritiene, quindi”, prosegue Bracchi, “che questo nuovo regime, livellando le regole del gioco sul piano fiscale, potrà rafforzare la competitività e la trasparenza del private equity nel nostro Paese, incentivando gli investitori internazionali ad investire nei fondi italiani. Questo significherà anche rafforzare gli interventi nel capitale di rischio delle piccole e medie imprese italiane, a favore del loro sviluppo, della spinta verso l’internazionalizzazione nonché della continuità aziendale attraverso il trasferimento d’impresa”.

Non solo fondi
La normativa tocca una vasta gamma di argomenti, dalle tasse sui rifiuti, agli sfratti alla tassa sul cinema, ma le novità più importanti riguardano banche e, appunto, fondi comuni. Per quanto riguarda gli istituti bancari, i principali cambiamenti sono relativi alla tassazione in vista di Basilea 3 (la perdita d’esercizio nel bilancio, potrà far trasformare alcune attività della società in crediti d’imposta) e i mutui (il decreto favorisce la sospensione del pagamento delle rate dei mutui ipotecari).

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

Info autore Valerio Baselli

Valerio Baselli  è Redattore di Morningstar in Italia