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10 rivoluzioni che cambieranno il settore auto

Le nuove tecnologie stanno condizionando sempre di più il comparto delle quattroruote portando a trasformazioni, anche sociali, che gli investitori possono cavalcare.

Marco Caprotti 03/09/2019 | 12:35

“Il cambiamento è il processo col quale il futuro invade le nostre vite”. Il concetto espresso dal futurologo Alvin Toffler si sta dimostrando particolarmente vero nel settore auto dove le rivoluzioni tecnologiche stanno trasformando l’idea stessa delle quattroruote, del loro possesso e della maniera di operare in Borsa in questo comparto. In un report di marzo 2019, la società di consulenza McKinsey ha individuato 10 settori chiave del comparto (vedi tabella sotto) che stanno raccogliendo sempre maggiori investimenti. Fra questi ci sono, per citarne alcuni, i sensori e i sistemi necessari ai veicoli con guida autonoma, i software per i navigatori, le batterie, i sistemi di infotainment a bordo o l’E-hailing (le App per prenotare un auto con o senza autista). “Dal 2010 gli investitori hanno versato più di 220 miliardi di dollari in oltre 1.100 società in diversi campi della tecnologia”, spiega lo studio. “Le società del settore negli ultimi 24 mesi hanno investito più di 120 miliardi di dollari per prepararsi agli anni che verranno”.

Gli investimenti nei 10 segmenti che stanno cambiando l’auto a partire dal 2010
tabella auto disruptive

 

I player del settore a cui gli investitori dovrebbero fare attenzione, peraltro, non sono solo nella tecnologia. Fra le industrie più tradizionali ci sono le società di assicurazione specializzate nel fornire polizze alle aziende di car sharing (una è l’americana Progressive) o le compagnie minerarie che danno la grafite ai produttori di batterie.

Rivoluzione EV
A capo di questa rivoluzione è soprattutto il segmento delle auto elettriche (Electric Vehicles, EV). Secondo le previsioni di Seth Goldstein, analista azionario di Morningstar, i veicoli elettrici nel 2028 rappresenteranno il 15% di tutte le auto nuove vendute a livello globale. I tassi di penetrazione del mercato varieranno da regione a regione. Per la Cina e l’Ue rappresenteranno, rispettivamente, il 25% e il 20%. Negli Stati Uniti saranno del 12,5%.

Tassi di crescita dell’adozione di auto elettriche
auto elettriche

 

Le auto ibride rappresenteranno il 21% delle vendite a livello globale entro il 2028. Come nel caso delle vetture elettriche, lo sviluppo di questo segmento sarà molto diverso a seconda delle regioni. L’Unione europea (previsioni Morningstar) superererà tutti con un tasso di penetrazione del 25%, mentre Cina e Usa segneranno, rispettivamente 20% e 15%.

Dove porta l’EV
I prossimi passi della rivoluzione, secondo la società di analisi sui modelli disruptive RethinkX, prevedono l’unione dei veicoli elettrici con la tecnologia per la guida autonoma (Autonomous-EV). Combinando questi due elementi con il business model dell’E-hailing si entrerà nell’era del Transport as a service (TaaS). Insomma, le auto elettriche a guida autonoma non solo rimpiazzeranno i veicoli a carburanti tradizionali, ma modificheranno il concetto stesso di possesso di una quattroruote. Secondo i calcoli di RethinkX, negli Stati Uniti possedere un’auto rappresenta un costo di circa 10mila dollari all’anno. Una cifra che include il carburante, le riparazioni, la manutenzione, l’assicurazione e il parcheggio. Con un sistema auto di tipo TaaS, la famiglia americana media potrebbe risparmiare fino a 5.600 dollari l’anno. In alcuni paesi spostarsi in auto, grazie magari all’intervento di sponsor, potrebbe diventare addirittura gratuito.

Gli impatti in termini economici promettono di essere importanti, sia nel bene che nel male. In una situazione TaaS la congiuntura americana potrebbe contare su mille miliardi di maggiore income delle famiglie. Il rovescio della medaglia rischia di essere la perdita di 5 milioni di posti di lavoro nel comparto auto tradizionale.

Per altre analisi equity, segui la sezione Azioni sul nuovo sito Morningstar.it.  

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Info autore

Marco Caprotti

Marco Caprotti  è Giornalista di Morningstar in Italia.

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