Il Barometro di Wall Street

I guadagni a giugno hanno riguardato tutti i settori e i segmenti di capitalizzazione. Le valutazioni di mercato restano mediamente alte. I titoli energetici sono quelli scambiati ai tassi di sconto più elevati.

Francesco Lavecchia 16/07/2019 | 08:36
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Wall Street chiude il mese di giugno facendo il pieno di guadagni. I rialzi sui listini di New York hanno riguardato tutti i segmenti di capitalizzazione e tutti i settori, ma questo ha reso ancora più costosi i corsi azionari.

Figura 1
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I titoli Small Growth, comunque, sono stati quelli che hanno realizzato la performance migliore salendo a +8,4% (in dollari), grazie soprattutto all’exploit di alcune piccole società del settore healthcare come Sarepta Therapeutics e Array BioPharma che hanno guadagnato rispettivamente il 33% e il 75%. Dal confronto tra titoli Large e Small e tra Value e Growth ne escono vincitori i secondi, ma solo su intervalli di tempo medio/lunghi. Guardando ai rendimenti degli ultimi tre anni, infatti, il divario è molto netto, mentre se si prendono in considerazione gli ultimi 12 mesi i risultati sono più contrastati.

Materie prime ed energia guidano i rialzi 
Relativamente ai settori economici, il mese di giugno ha premiato in particolar modo le stock dei comparti materie prime ed energia che hanno beneficiato dei forti rialzi registrati dalle commodity: dai metalli industriali a quelli preziosi, dal greggio al gas naturale. Tra i titoli che hanno performato meglio tra i basic materials ci sono Linde (+11,2%) e Air Products & Chemicals (+11,7%), entrambe attive nell’industria chimica. Tra gli energetici, che nell’ultimo mese hanno realizzato complessivamente un guadagno del 9,1%, si sono distinti Exxon Mobil (+8,2%) e Chevron (+9,3%). In generale i settori maggiormente legati al ciclo economico hanno fatto meglio dei difensivi, anche se a realizzare la performance più bassa è stato quello immobiliare (+2,4%).

Figura 2
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Wall Street avara di sconti
I buoni risultati realizzati nell’ultimo mese hanno reso ancora più elevate le valutazioni delle stock americane. Il segmento più costoso è quello Growth e in particolare i titoli di media capitalizzazione scambiati al momento a un rapporto Prezzo/Fair value (P/FV) di 1,17. Mediamente il premio riconosciuto dal mercato alle azioni a stelle e strisce è del 4% e anche i corsi azionari dei segmenti più economici, come quelli Large Value e Small Value, sono sostanzialmente in linea con il fair value.

Tra i settori, gli unici a mostrare ancora dei prezzi convenienti sono i titoli energetici (P/FV = 0,88) e in particolare Schlumberger e Marathon Petroleum che sono scontati di oltre il 30% rispetto al fair value. Nonostante i bassi guadagni registrati nell’ultimo mese, utility e real estate si confermano i comparti più costosi per effetto di un Prezzo/Fair value rispettivamente pari a 1,12 e 1,10.

Figura 3
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Info autore

Francesco Lavecchia

Francesco Lavecchia  è Research Editor di Morningstar in Italia

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