La Borsa di Tokyo non riesce a tenere il passo

Il paese in passato ha deluso gli investitori con false partenze. Ma adesso, dicono gli asset manager, le condizioni sono cambiate e le valutazioni restano molto interessanti.

Marco Caprotti 09/07/2019 | 00:35

Qualcuno si è dimenticato del Giappone? Il mercato del Sol levante da inizio anno ha guadagnato (fino all’8 luglio e calcolato in euro) il 10% (+7% in yen). Un andamento che, però, non è sufficiente a fargli recuperare il -9% segnato nel 2018.

Indice Morningstar Japan
Japan equity

Dati in euro aggiornati all'8 luglio 2019
Fonte: Morningstar Direct

La performance, tra l’altro, indica che il mercato nipponico sta inseguendo quelli mondiali. Il paniere Morningstar Global Market, ad esempio, da inizio anno ha segnato +19% (in euro) recuperando ampiamente il -5,2% registrato nel 2018. Il confronto è simile se si considerano i 12 mesi durante i quali il paniere del Sol levante ha guadagnato l’1,9% contro il +10% del benchmark mondiale.

Un paese che ha deluso
“Con un’economia interna prospera, valutazioni ai minimi storici in termini relativi, rendimenti in aumento e riforme societarie avviate che delineano consigli di amministrazione più benevoli nei confronti degli azionisti, viene da chiedersi se gli investitori abbiano paura di esporsi a una netta ripresa delle azioni giapponesi”, dice Joël Le Saux, gestore del fondo Oyster Japan Opportunities di SYZ Asset Management. Va detto che in passato gli investitori internazionali hanno già vissuto delle false partenze del Giappone, quando il paese sembrava in ripresa ma ha fallito nel risollevarsi dalla stagnazione economica. “Tuttavia, l’economia oggi è finalmente uscita da una spirale di deflazione”, dice il gestore. Le condizioni economiche sono solide; il Pil reale è cresciuto del 2,1% nel primo trimestre del 2019, in territorio positivo per il secondo trimestre consecutivo. Nel frattempo il numero di disoccupati è al minimo degli ultimi quarant’anni”.

Arriva il rimbalzo?
Le stime sugli utili societari per il prossimo esercizio sono state modeste, con un incremento previsto del 2% e utili operativi invariati, ma questo è dovuto più all’atteggiamento tipico delle società giapponesi conosciute per essere particolarmente caute quando si tratta di dati di bilancio. “Scavando più in profondità, gli investitori possono notare che i fondamentali delle società sono decisamente migliorati” dice Le Saux. “Mentre il Topix è allo stesso livello di quattro anni fa, i margini delle aziende sono più elevati, il patrimonio netto è cresciuto del 20%, e i depositi in denaro del 25%. Prevediamo un rimbalzo dei prezzi delle azioni in linea con l’economia mondiale. In alcune società, le plusvalenze non realizzate potrebbero raggiungere il 50%”.

Sulla stessa lunghezza d’onda è James Foot, Head of Capital Markets & Asset Allocation Asia-Pacific di Morningstar Investment Management. “Crediamo che le azioni giapponesi siano, fra i principali mercati equity, quelle che offrono il maggior premio in rapporto al rischio. Soprattutto dopo che le recenti notizie macro e quelle sugli utili hanno fatto abbassare le valutazioni. Rimaniamo ottimisti riguardo alle prospettive di lungo termine del Giappone anche perché vediamo un miglioramento in termini di corporate governance unito a riforme fiscali che produrranno risultati positivi per gli investitori. In particolare, ci piacciono le società con un focus domestico”. 

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Info autore

Marco Caprotti

Marco Caprotti  è Giornalista di Morningstar in Italia.

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