Etf ai raggi X: Invesco

Pubblichiamo il quarto di una serie di articoli del team di ricerca sulle strategie passive di Morningstar, basato sul recente studio relativo all’industria europea dei replicanti. 

Kenneth Lamont 08/07/2019 | 14:29

Nel quarto articolo dedicato all’analisi degli emittenti di Etf in Europa, pubblicato nella terza edizione dello studio “A Guided Tour of the European ETF Marketplace” presentiamo alcuni elementi chiave e la nostra visione su Invesco (clicca qui per leggere la prima parte, dedicata a iShares e qui per la seconda su Lyxor. Qui per la terza su Vanguard).

Elementi chiave
-Invesco è diventato l’ottavo più grande emittente di Etf in Europa dopo l’acquisizione di Source nel 2017. Attualmente ha una quota di mercato del 2,7% (dato di marzo 2019).

-I 113 Etf di Invesco coprono tutti i maggiori asset e prevalentemente utilizzano una replica sintetica. La società offre anche strumenti a replica fisica ed Etf gestiti attivamente.

-Gli Etf fisici sono gestiti da team basati a Londra e in Usa. La gestione giornaliera di tutti gli Etf sintetici è affidata ad Assenagon Asset Management, una società specializzata in soluzioni di investimento passive e strutturate. Assenagon attualmente ha un team di sette portfolio manager supportati da sei professionisti con ruoli operativi che lavorano sugli Etf Invesco da Monaco e dal Lussemburgo.

-Per gli Etf equity, i gestori utilizzano una replica completa dove è possibile e quando il costo lo giustifica. Per gli Etf sul reddito fisso viene utilizzato lo stratified sampling (acquisto di un campione di titoli scelto in modo da creare un portafoglio sufficientemente simile a quello del benchmark, ma con un numero di componenti inferiore che ottimizza perciò i costi di transazione, Ndt) per assicurare una replica affidabile e a basso costo.

-Il team di investimenti responsabili è stato formato nel 2018 e utilizza otto persone. Diviso fra Houston, Hyderabad (India) e Londra, il team supporta i gestori negli sforzi di integrazione dei principi ESG, nelle attività di voto e nell’engagement. La società fa engagement con circa 900 aziende (dati del 2018).

 

Il giudizio di Morningstar
-Invesco ha fatto il salto da operatore di nicchia a grande player del mercato degli Etf con l’acquisizione di Source a metà del 2017.

-La conseguente integrazione pare essere stata portata avanti con relativa facilità. Questo grazie anche alla mancanza di sovrapposizione fra i prodotti PowerShares e Source e alla struttura di gestione di quest’ultima (tutti i fondi sono gestiti esternamente).

-Nonostante tutta la gamma possa beneficiare del brand e dei canali distributivi di Invesco, quelli gestiti esternamente non possano avvantaggiarsi delle economie di scala di un grande player. Se Invesco in futuro dovesse decidere di portare tutto all’interno, potrebbe incontrare qualche difficoltà.

-A seguito dell’acquisizione di Source, Invesco ha ora in portafoglio strumenti che sono frutto di joint venture con concorrenti (come ad esempio Pimco). Rimaniamo dubbiosi su quale possa essere il loro futuro nel lungo termine.

-Giudichiamo positivamente gli sforzi di Invesco per sviluppare le competenze nel segmento degli Etf.

-La prevalenza di strumenti sintetici nell’offerta di Invesco limita l’impatto del programma di stewardship. Non possedendo quote delle società che compongono l’indice, gli Etf non hanno diritti di voto e questo riduce le possibilità di fare engagement.

 

Per leggere il report completo, clicca qui

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

Info autore

Kenneth Lamont  è analista sui fondi passivi di Morningstar Europe.

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