Etf ai raggi X: Vanguard

Pubblichiamo il terzo di una serie di articoli del team di ricerca sulle strategie passive di Morningstar, basato sul recente studio relativo all’industria europea dei replicanti. 

Kenneth Lamont 01/07/2019 | 10:52
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Nel terzo articolo dedicato all’analisi degli emittenti di Etf in Europa, pubblicato nella terza edizione dello studio “A Guided Tour of the European ETF Marketplace”presentiamo alcuni elementi chiave e la nostra visione su Vanguard (clicca qui per leggere la prima parte, dedicata a iShares e qui per la seconda su Lyxor).

Elementi chiave
-Vanguard è attiva sul mercato degli Etf Usa dal 2001 ma ha lanciato il business in Europa nel 2012. Da allora è cresciuta sino a diventare il sesto emittente nel Vecchio continente con una quota di mercato del 4,6% (dato a maggio 2019).

-Vanguard offre 25 prodotti esclusivamente fisici che danno accesso a una mercato diversificato composto da equity e reddito fisso. Fra questi ci sono anche quattro Etf gestiti attivamente.

-Per gli Etf equity, il gestore usa due tecniche: replica piena e ottimizzazione. Per gli strumenti sul reddito fisso la replica è lo stratified sampling (acquisto di un campione di titoli scelto in modo da creare un portafoglio sufficientemente simile a quello del benchmark, ma con un numero di componenti inferiore che ottimizza perciò i costi di transazione, Ndt).

-Vanguard attualmente utilizza il prestito titoli in 12 Etf. L’ammontare massimo che può essere dato in prestito per ogni Etf è il 7,5% del Nav, anche se questo dato di solito è molto più basso.

-Il Vanguard investment stewardship group è formato da 33 persone dedicate alle votazioni in assemblea e all’engagement. Il team è aumentato dal 2015. La maggior parte delle persone sono negli Usa anche se la formazione di una squadra basata a Londra mostra il desiderio di espandere questo tipo di attività anche altrove.

Il giudizio di Morningstar
-Vanguard è stato uno degli ultimi emittenti ad arrivare in Europa ma, grazie alla reputazione che si è costruita negli Stati Uniti si è dimostrata una forza con cui il mercato deve fare i conti. Questo nosnostante offra meno prodotti rispetto ai concorrenti.

-Abbiamo un’alta considerazione di Vanguard. La fonte di vantaggio competitivo della società e il fondamento della sua cultura concentrata sull’investitore sono costituiti dalla sua struttura di mutual ownership negli Stati Uniti (società controllata dai clienti, Ndt). Gli azionisti americani dei fondi possiedono Vanguard attraverso i suoi strumenti. Un elemento che aiuta a mettere davanti gli interessi degli investitori.

-E’ specializzata in Etf semplici dai costi bassi che vanno bene per diventare la parte core di un portafoglio. Non sempre i prodotti offerti in Europa sono i meno costosi in assoluto.

-Trattandosi di strumenti plain vanilla, l’offerta di Vanguard potrebbe non essere sufficiente a coprire tutte le necessità di un investitore. Dal nostro punto di vista, non sono sempre evidenti i benefici di offrire prodotti “tradizionali” in concorrenza con altri che costano meno.

-Abbiamo un’alta opinione del team che ha buone risorse. Il processo di gestione è efficiente e i controlli dei rischi operativi sono rigorosi.

-Rispetto ad altri grandi asset manager Vanguard si è molto impegnata sul fronte della stewardship negli investimenti. Ha portato il suo team di stewardship da 10 professionisti nel 2015 a 33 nel 2018. E’ una mossa che va nella giusta direzione. Ma, alla luce delle sue dimensioni, ci aspettiamo che faccia di più soprattutto al di fuori del suo mercato domestico e che giochi un ruolo maggiore nel migliorare gli standard Esg nel mercato. Ci sono anche margini di miglioramento per quanto riguarda l’engagement. Una maggiore trasparenza riguardo ad alcune votazioni controverse sarebbe benvenuta.

Per leggere il report completo, clicca qui.    

 

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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Info autore

Kenneth Lamont  è analista sui fondi passivi di Morningstar Europe.

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