Fondi passivi, i migliori e i peggiori di maggio

Rimbalzano nel mese le commodity agricole. Male mercati emergenti, banche italiane e petrolio.

Valerio Baselli 03/06/2019 | 13:18

Secondo i dati Morningstar, a maggio, tra il miglior fondo passivo (in termini di rendimento) e il peggiore ci sono quasi 35 punti percentuali (prendendo in considerazione quelli registrati alla vendita in Italia ed escludendo i replicanti strutturati, cioè a leva o short).

Questi strumenti, essendo prodotti puramente passivi, riflettono nei loro movimenti l’evoluzione dei mercati, senza che la performance venga distorta dalle scelte (buone o cattive) di un gestore attivo.

Il mondo degli Etp
Nel mondo dei fondi passivi quotati in Borsa, cioè gli Exchange traded products (Etp), la top 5 di maggio è interamente dedicata a tre commodity agricole: mais, frumento e caffè.

I primi due, in particolare, hanno visto il valore dei contratti futures rimbalzare nell’ultimo mese a causa delle forti piogge che hanno interessato diverse regioni produttrici, soprattutto nel Midwest americano. A fine maggio, negli Usa si sono verificati ritardi senza precedenti nella piantagione, provocando una brusca e inattesa riduzione delle scorte.

Una situazione che ha spinto gli analisti di CitiGroup a pubblicare una nota in cui affermano di prevedere “un rally dei prezzi di mais se le piogge continueranno anche nella prima parte di giugno, poiché ciò potrebbe spingere gli agricoltori a piantere meno mais e più fagioli di soia tardivi (i quali hanno bisogno di meno tempo per maturare, Ndr), soprattutto se la Casa Boanca dovesse sovvenzionare la soia”.

In cima alla classifica degli Etp che hanno perso di più nel mese, invece, troviamo il fondo Boost Ftse Mib Banks ETP, esposto alle banche nostrane e replicante del Ftse Mib Banks 15% Capped Index. Gli istituti di credito italiani stanno pagando l’innalzamento dello spread e le tensioni sul debito sovrano.

Seguono poi quatro replicanti esposti (anche se in modo diverso) al petrolio. Il Brent ha perso il 13% del suo valore in maggio arrivando a circa 61 dollari al barile, mentre il WTI ha chiuso il mese sottro i 54 dollari. A pesare sono stati soprattutto i timori riguardo l’atteggiamento sempre più protezionistico dell’amministrazione Trump, che oltre alla guerra commerciale con la Cina, ha annunciato pochi giorni fa anche nuove tariffe sulle merci provenienti dal Messico. Queste scatteranno il 10 giugno e sono inizialmente fissate al 5%. Ma, fanno sapere dalla Casa Bianca, saliranno gradualmente fino al 25% in ottobre e resteranno a tale livello fino a quando la crisi migratoria non sarà risolta.

Il mondo dei fondi indicizzati
Per quanto riguarda i fondi passivi non quotati (senza quindi la componente di trading intra-day), la Top 5 si presenta piuttosto eterogenea, con strumenti esposti ai bond indicizzati all’inflazione globale, al mercato azionario russo o ai paesi di frontiera. Male, invece, l’equity emergente e il mercato italiano.

L'analisi è stata realizzata con la piattaforma per professionisti finanziari, Morningstar Direct. Clicca qui per saperne di più sulle sue funzionalità.

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Info autore

Valerio Baselli

Valerio Baselli  è Giornalista di Morningstar in Francia e Italia.

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