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I volti nuovi (e vecchi) dell’industria europea degli Etf

Il numero di replicanti europei è di gran lunga superiore a quello degli Stati Uniti. Il mercato è sempre più frammentato, ma gli operatori cercano soluzioni per differenziarsi e proteggere i margini di profitto. Ecco come.

Sara Silano 20/05/2019 | 09:54

Le strategie passive (Etf e fondi indicizzati) continuano a guadagnare quote di mercato in Europa e rappresentano circa il 16,7% del totale. Per la prima volta, nel 2018, la raccolta degli index fund ha superato quella dei comparti attivi. Il loro patrimonio è stimato da Morningstar in 1,3 mila miliardi di euro, una somma importante, ma ancora di gran lunga inferiore a quella degli attivi e alle dimensioni del mercato americano, dove gli asset dei replicanti hanno superato i 7.400 miliardi di dollari.

Tuttavia, il trend di crescita in Europa è solido e dura da diversi anni, come mostra il grafico qui sotto.

I fondi passivi continuano a guadagnare quote di mercato in Europa

Mercato frammentato
Quello che ci differenzia veramente dagli Stati Uniti è la numerosità di prodotti disponibili, che è di gran lunga superiore. Una ragione è la frammentazione del mercato europeo, che ha portato al lancio di molti Etf (Exchange traded fund) che replicano lo stesso indice. Ad esempio, 13 differenti emittenti danno l’esposizione all’indice EuroStoxx 50. La tendenza e tuttora in corso, come mostra la  recente quotazione dei fondi Amundi Prime su benchmark tradizionali. Le ragioni sono sostanzialmente due, spiegano gli analisti di Morningstar in un report dal titolo A Guided Tour of the European ETF Marketplace: la prima è la necessità di completare la gamma; la seconda è l’opportunità per le società di competere sui prezzi. Il risultato, però, è un’ulteriore polverizzazione del mercato.

L’industria degli Etf sta percorrendo anche altre strade per differenziarsi e mantenere i margini di guadagno, che la guerra al ribasso delle commissioni rischia di rendere sempre più sottili.

Etf sostenibili
Uno dei filoni più “conteso” tra gli operatori è quello della sostenibilità. Il 2018 è stato un anno d’oro per queste strategie, che si caratterizzano per la replica di panieri attenti ai fattori ambientali, sociali e di governance (ESG) o per l’esclusione di determinati settori. Morningstar stima che il patrimonio in Europa sia cresciuto del 50% in dodici mesi, arrivando a 9,95 miliardi di euro. Inoltre, sul mercato sono arrivati 36 nuovi prodotti, contro i 15 del 2017. UBS è l’operatore che ha più asset in Etf sostenibili, mentre iShares (BlackRock) è quello con la gamma più ampia.

Lanci di Etf ESG in Europa negli ultimi anni

Lanci di ETF ESG in Europa

I tematici
Un’altra area è quella degli strumenti tematici focalizzati sulla tecnologia, in particolare su sviluppi come la robotica, l’automazione, l’intelligenza artificiale, l’e-commerce, il cloud computing e la sicurezza digitale. Altri trend che sono stati cavalcati negli ultimi anni sono quelli ambientale e dei cambiamenti demografici. Morningstar stima che nel 2018 siano stati lanciati in Europa 13 Etf di questo tipo e altri quattro sono arrivati nel primo trimestre 2019.

Pochi attivi
Sui replicanti attivi, invece, finora ci sono state più parole che debutti. Si tratta di strumenti quotati in Borsa che si pongono l’obiettivo di generare un extra-rendimento rispetto a un indice di riferimento e il cui portafoglio è seguito da un gestore, che spesso si basa su modelli quantitativi per selezionare i titoli e i pesi. A fine marzo 2019, si contano 38 Etf attivi in Europa, con masse complessive per 8 miliardi di euro, che rappresentano poco più dell’1% del patrimonio totale degli Exchange traded fund del Vecchio continente. Inoltre, circa il 70% è investito in soli tre strumenti, che sono considerati alternative ad altri prodotti per la gestione della liquidità. In futuro, la situazione potrebbe cambiare. In particolare, JP Morgan ha utilizzato questa soluzione per replicare alcune sue strategie attive ed è diventato il più grande provider di Etf attivi nel corso del 2018 (ne ha lanciati 10). Anche Franklin Templeton è presente in questo segmento e recentemente ha arricchito la gamma con un Etf specializzato sui green bond, che investe in obbligazioni che finanziano progetti a sostegno di un futuro a basse emissioni di carbonio.

Lanci di Etf attivi in Europa negli ultimi anni

Lanci di ETF attivi in Europa

I multifattoriali
Infine, si avvicina alla fase di maturità il segmento degli Strategic beta. “Nel 2018, sono stati lanciati 20 nuovi prodotti”, si legge nel report Morningstar. “E’ meno di un quarto rispetto al 2017. E quest’anno ha debuttato un solo Etf di questo tipo”. La maggior parte dei collocamenti riguarda strategie multifattoriali azionarie, che si pongono l’obiettivo di migliorare il rapporto rischio/rendimento del portafoglio rispetto ai tradizionali indici a capitalizzazione. Gli analisti di Morningstar si aspettano un ulteriore sviluppo di quest’area, perché permette agli emittenti di differenziarsi. Per il momento, gli strumenti di maggior successo sono azionari, mentre nel segmento obbligazionario fanno più fatica ad affermarsi.

Leggi tutti gli articoli della Settimana Speciale dedicata ai mercati europei.

L'analisi è stata realizzata con la piattaforma per professionisti finanziari, Morningstar Direct. Clicca qui per saperne di più sulle sue funzionalità.

 

 

 

 

 

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

Info autore

Sara Silano

Sara Silano  è caporedattore di Morningstar in Italia

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