Dell’Italia non piacciono i numeri e le banche

Le proiezioni macro della Commissione europea dicono che la Penisola è ultima per crescita nella regione. Dal punto di vista operativo, spiegano gli analisti di Morningstar, gli istituti sono un rischio.

Marco Caprotti 15/05/2019 | 15:46

Situazione macro e banche sembrano preoccupare gli investitori che si muovono sull’equity italiano.

L’indice Morningstar Italy in un mese ha perso il 5,3%, portando a +12,2% la performance da inizio anno. Andamenti in linea con quelli della categoria nella quale sono raccolti i fondi che investono sull’azionario Italia.

Indice Mornigstar Italy
grafico italia

Dati in euro aggiornati al 14 maggio 2019
Fonte: Morningstar Direct

A far preoccupare gli investitori nelle ultime settimane sono stati i dati prodotti dalla Commissione europea secondo cui la Penisola è ultima in Europa per crescita dell’economia nel 2019. Secondo le stime, il Pil italiano crescerà dello 0,1% quest’anno, il dato peggiore tra tutti i paesi dell’Unione. L’outlook è inferiore sia rispetto alle previsioni precedenti della stessa Commissione (che attribuiva all'Italia una crescita dello 0,2%), sia rispetto alle stime del governo che, nel Def, ha indicato un progresso (sempre dello 0,2%) per quest'anno. Secondo Bruxelles, nel 2020, che ha due giorni lavorativi in più, “si prevede che il Pil reale si espanda allo 0,7%”. Previsioni preoccupanti anche per il deficit che crescerà al 2,5% del Pil nel 2019 e, in assenza di interventi, salirà al 3,5% nel 2020. Secondo la Commissione “il disavanzo delle amministrazioni pubbliche è atteso in aumento al 2,5% principalmente a causa del rallentamento della crescita economica". 

Per rispettare l'accordo raggiunto a dicembre con la Commissione europea sulla legge di bilancio per evitare la procedura per deficit eccessivo, l’Italia (spiega sempre la Commissione Ue) dovrebbe realizzare nel 2019 uno sforzo strutturale di altri 3,5 miliardi di euro, oltre ai 2 miliardi di euro già congelati che dovrebbero trasformarsi in tagli definitivi nel corso dell'estate. Inoltre l’Italia potrebbe essere costretta a realizzare una manovra da circa 30 miliardi con la legge di bilancio per il 2020.

Cosa non va nelle banche
Dal punto di vista operativo gli investitori guardano con qualche preoccupazione le banche. “In generale in Europa sono un’opportunità di investimento”, spiega Tanguy De Lauzon,  Head of Capital Markets & Asset Allocation, Europe, Middle-East & Africa di Morningstar Investment Management. “In Italia sono un fattore di rischio”.

Ma cosa non piace degli istituti dello Stivale? “La forte corsa del prezzo delle azioni delle banche italiane dall’inizio del 2017 potrebbe suggerire che il mercato non sia preoccupato per i rischi che corrono, ma la cosa non ci convince”, spiega Johann Scholtz, analista di Morningstar. “Certo, le banche stanno riducendo i crediti in soffrenza e ci sono sono stati dei passi in avanti per quanto riguarda le riforme dei regolamenti, ma il problema è che molti istituti hanno un sistema irrazionale per far pagare i prestiti che non permette di avere adeguati rendimenti aggiustati per il rischio. Questo spiega perché le banche italiane hanno i margini di interesse netto più bassi dell’area euro, nonostante il più alto tasso di prestiti non performing della regione”.

Nella tabella sotto sono elencati i fondi della categoria Morningstar azionari Italia che hanno la maggiore presenza netta di titoli bancari. 

tabella italia

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Info autore

Marco Caprotti

Marco Caprotti  è Giornalista di Morningstar in Italia.

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