I titoli per stare in sella su strada, neve e acqua

Il valore dei marchi e una forte rete di distribuzione sono i punti di forza di Harley-Davidson e BRP. Le favorevoli quotazioni di mercato, dicono gli analisti, rendono inoltre i due titoli scambiati sul Nyse buone opportunità per esporsi al segmento motorsport.

Francesco Lavecchia 02/04/2019 | 11:27
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Harley-Davidson ha una storia di oltre 100 anni e il suo marchio è sinonimo di affidabilità e tecnologia, oltre a rappresentare un’icona della cultura americana. Questo ha storicamente permesso all’azienda di attrarre nuovi clienti e di ricavare mark-up generosi sui prezzi di vendita. Il secondo punto di forza è rappresentato da una rete di concessionarie difficile da replicare da parte della concorrenza. Questo elemnto la mette in una posizione di vantaggio perché le consente di gestire al meglio il proprio marchio.

Il Moat di Harley-Davidson
Negli ultimi 12 mesi il titolo ha ceduto il 15% circa della sua capitalizzazione di mercato e ora è scambiato a interessante margine di sicurezza rispetto alla stima del fair value che è pari a 44 dollari (report aggiornato al cinque marzo 2019). “Nei prossimi cinque anni ci aspettiamo una crescita media del fatturato dell’1,1%, trainata dalle vendite sui mercati internazionali. L’azienda sta investendo molto per espandere la sua presenza anche all’estero e l’allargamento della sua offerta anche a segmenti di prezzo più abbordabili potrebbe aiutarla a raggiungere quest’obiettivo”, dice Jaime M. Katz analista azionaria di Morningstar

BRP è leader nel segmento di nicchia delle moto per lo sport, come motoslitte e moto d’acqua, grazie a marchi come Ski-Doo, Sea-Doo e Can-Am. L’industria è fortemente concentrata. Lo dimostra il fatto che poche aziende controllino oltre il 90% del mercato, e questo rende estremamente difficoltoso l’ingresso di nuovi competitor, i quali dovrebbero investire nell’elevare l’immagine del brand e nel costruire una solida relazione con la rete di distribuzione. BRP gestisce inoltre una catena di circa 200 negozi che gli permettono di valorizzare al meglio il suo brand e di avere più flessibilità nelle politiche di prezzo.

Le previsioni degli analisti
“Negli ultimi 12 mesi il titolo ha ceduto quasi il 30%, ma a nostro avviso il mercato non valuta adeguatamente le potenzialità dell’azienda in termini di crescita delle vendite e degli utili. La società canadese punta a espandere la sua presenza in altri segmenti di prodotto e in nuovi mercati, in particolare in Russia e in Cina. Mentre la decisione di delocalizzare i centri di produzione dovrebbe permetterle di tagliare i costi di produzione. Per i prossimi cinque anni ci aspettiamo un progresso medio dei ricavi e degli utili rispettivamente a un ritmo del 5% e del 7% e stimiamo un fair value pari a 40 dollari (relativo all’ADR scambiato sul Nyse)”, aggiunge Katz (report aggiornato al 28 marzo 2019).

 

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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Info autore

Francesco Lavecchia

Francesco Lavecchia  è Research Editor di Morningstar in Italia

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