La guerra Usa-Cina non spaventa la frontiera

Mentre le due potenze cercano di trovare una soluzione allo scontro sui dazi, gli investitori nei mercati non ancora emergenti si concentrano sulle economie con vocazione manifatturiera. Come il Vietnam.

Marco Caprotti 14/02/2019 | 09:51

I paesi di frontiera sembrano non aver nessuna intenzione di ripetere la pessima performance registrata nel 2018, nè di assistere passivamente alle questioni commerciali fra Stati Uniti e Cina che potrebbero avere ripercussioni sui mercati mondiali.

L’anno scorso la categoria Morningstar dedicata ai fondi che investono nelle aree non ancora emergenti ha perso (mediamente e in euro) il 14,2%. Nell’utimo mese (fino 12 febbraio) il segmento ha guadagnato il 5,8%, portando a +8,6% la performance da inizio anno.

Andamento categoria Morningstar Global frontier markets
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Dati in euro aggiornati al 12 febbraio 2019
Fonte: Morningstar Direct

“Sostanzialmente crediamo che il set di opportunità dei mercati di frontiera sia così variegato da rendere importante andare oltre le notizie che arrivano per concentrarsi sugli elementi fondamentali”, spiega un report di East Capital. L’argomento caldo di questi mesi è la guerra commerciale fra Usa e Cina che avrebbe ripercussioni profonde anche sui paesi che fanno affari con le due potenze commerciali. Le delegazioni dei due stati si stanno incontrando in questi giorni. Gli osservatori danno per scontato uno slittamento della tregua firmata il primo dicembre al G20 in Argentina tra il presidente Usa Donald Trump e quello cinese Xi Jinping che scadrà il primo marzo alle dodici (senza un accordo scatterà l’aumento dei dazi Usa dal 10% al 25% su 200 miliardi di dollari di prodotti cinesi). Trump martedì 12 febbraio ha fatto sapere di essere pronto a una proroga della tregua. Un nuovo incontro tra i due presidenti potrebbe avvenire a metà marzo in Florida, dove The Donald ha il suo resort, o a Pechino.

Occhio al Vietnam
La partita, comuque, resta aperta. “Una guerra commerciale potrebbe avere varie implicazioni negative dirette e indirette su tutti i maggiori mercati globali”, dice il report di East Capital. “Ma potrebbe dare inattese spinte a paesi con una forte vocazione manifatturiera e un buon mercato domestico come il Vietnam”.

Il paese asiatico è una delle economie con i tassi di crescita più alti del mondo (il Pil aumenta in maniera stabile del 6,5%/7% all’anno) e un inflazione che viene tenuta al di sotto del 5%.

Pil del Vietnam e quello delle altre economia asiatiche ad alta crescita a confronto
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Va detto che non è semplice muoversi direttamente nel paese per un investitore privato a causa soprattutto delle forti differenze in termini di qualità nella governance delle aziende locali e delle valutazioni dei diversi titoli.

Nella tabella sotto sono elencati i fondi della categoria Morningstar Global frontier market e la loro esposizione netta all’azionario del Vietnam.

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Info autore

Marco Caprotti

Marco Caprotti  è Giornalista di Morningstar in Italia.

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