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Quando la sostenibilità diventa una difesa

L’analisi condotta sugli indici Morningstar sostenibili per i mercati di Europa, Usa e globali dimostra la loro capacità di sovraperformare i benchmark tradizionali in un contesto ribassista. Oltre che una volatilità inferiore.  

Francesco Lavecchia 22/01/2019 | 09:42

La sostenibilità è una potente arma di difesa. Gli scandali di Facebook sulla sicurezza dei dati e il dieselgate che ha coinvolto Volkswagen hanno dimostrato come controversie di carattere ambientale, sociale o di governance possono produrre forti sell-off. L’analisi sugli indici di sostenibilità di Morningstar conferma la tesi secondo cui le società che adottano politiche ESG idonee a evitare danni di immagine e potenziali perdite economiche siano più solide dal punto di vista finanziario e meno volatili in Borsa. Ma fa anche luce su un’altra qualità delle stock sostenibili: quella di performare meglio in contesti di mercati ribassisti. 

Mettendo a confronto per i mercati Usa, Europa e quello globale l’indice Morningstar tradizionale con il suo omologo ESG (costruito seguendo un approccio best-in-class che privilegia le aziende al top nel rating di sostenibilità assegnato da Sustainalytics), si nota come nelle fasi ribassiste dei listini, gli indici ESG abbiano performato meglio di quelli tradizionali e su intervalli temporali di medio/lungo periodo abbiano mostrato una volatilità più bassa.

La Tabella 1 mostra che in annate negative, come il 2018, gli indici Morningstar tradizionali hanno registrato perdite più elevate rispetto ai benchmark ESG. Il differenziale più alto si è registrato nel mercato europeo, quasi 400 punti base, mentre per quello Usa e globale il gap è stato marginale. Nei periodi positivi come gli anni dal 2015 al 2017, invece, i valori per il Vecchio continente e i listini globali mostrano differenze minime a favore dei benchmark tradizionali. I dati relativi alla deviazione standard (a uno, tre e cinque anni), invece, indicano una minor volatilità dei panieri ESG, a eccezione però del mercato europeo. Per arrivare a conclusioni più definitive, tuttavia, servirebbero analisi su orizzonti temporali maggiori.

 

 

I driver della sovraperformance
Il miglior comportamento degli indici ESG in termini di volatilità e di maggior tenuta durante le fasi ribassiste può essere spiegato dalla qualità dei titoli inseriti nel paniere. Le società che adottano le migliori politiche di sostenibilità mostrano solitamente una maggiore stabilità finanziaria e una forte posizione di vantaggio competitivo all’interno del settore. Due variabili che sono positivamente correlate con il rendimento e negativamente con la volatilità. Nello specifico, l’indice Morningstar Europe Sustainability è stato premiato negli ultimi 12 mesi dal sovrappeso attribuito ad alcuni titoli del comparto beni di consumo come LVMH e Nestlé (entrambe con un rating ESG pari a 76 su 100) e del settore finanza come Allianz e Zurich Insurance Group (con una valutazione rispettivamente pari a 83 e a 82 su 100), che nel 2018 hanno registrato rendimenti tra il 10% e il 25% (in euro).  Il benchmark Morningstar Global Market Sustainability, invece, ha beneficiato della maggior esposizione a tecnologici dall’alto profilo di sostenibilità come Microsoft (il cui rating di 74 su 100 assegnato da Sustainalytics la colloca sopra la media del settore) e del sottopeso di altri, come Facebook che, anche a causa di controversie legate alla governance (rating di 55 su 100), ha perso nel periodo in considerazione circa il 25% (in dollari). L’indice ESG rappresentativo del mercato Usa ha tratto giovamento non solo dal diverso peso attribuito ai titoli Microsoft e Facebook, ma anche dall’esclusione di Altria Group (-20% in dollari nel 2018) e dal sottopeso di Philip Morris (-25,50% in dollari), società attive nell’industria del tabacco, a favore invece di una maggiore esposizione ad altre aziende del settore consumer defensive come Coca-Cola (+4,88% e rating ESG di 64 su 100). 

Idee ESG e di valore
Tra i titoli del mercato europeo che riescono a combinare un alto profilo ESG con un elevato tasso di sconto rispetto al fair value stimato dagli analisti troviamo la spagnola Telefonica e la francese AXA. Il gruppo telefonico iberico è valutato da Sustainalytics con un rating ESG pari a 83 su 100 e il suo attuale rapporto Prezzo/Fair value di 0,58 gli vale un rating Morningstar di 5 stelle. La società finanziaria transalpina, invece, ha un rating ESG pari a 86 su 100 e un rating Morningstar di 4 stelle.

Nell’azionario Usa, invece, sostenibilità e valore si trovano fra due big dell’hi-tech come Intel e HP, scambiate sul mercato a un tasso di sconto rispettivamente del 25% e del 15% ed entrambe con un rating ESG di 86 su 100. Allargando l’orizzonte ai mercati globali, la brasiliana Ambev (rating ESG pari a 62 su 100 e rating Morningstar di 4 stelle), l’indiana Tata Motors (rating ESG di 68 su 100 e rating Morningstar di 5 stelle) e la giapponese Tokyo Electron (rating ESG di 80 su 100 e rating Morningstar pari a 4 stelle) sono tre idee di investimento per cercare valore attraverso un portafoglio globale costruito utilizzando anche criteri di sostenibilità.

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

Titoli citati nell'articolo

Nome TitoloPrezzoCambio (%)Morningstar Rating
Ambev SA19,10 BRL0,00
AXA SA22,74 EUR1,38
HP Inc19,08 USD1,76
Intel Corp52,54 USD-0,89
Tata Motors Ltd Class A59,65 INR1,79
Telefonica SA6,79 EUR0,00
Tokyo Electron Ltd20.925,00 JPY-0,12

Info autore

Francesco Lavecchia

Francesco Lavecchia  è Research Editor di Morningstar in Italia

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