La volatilità non ha spaventato i gestori Usa

Gli stock picker americani sono stati in grado di creare valore anche nei momenti in cui i mercati sono stati più agitati, continuando a puntare sui nomi di migliore qualità in termini di vantaggio competitivo.

Marco Caprotti 18/12/2018 | 15:50

Sovrappeso, ripetto all’indice S&P500, per i materiali di base, gli industriali e i finanziari. Sottopeso per le utility e per l’energy. E’ questa l’ultima fotografia scattata dal più recente Ultimate Stock Pickers (la selezione delle idee di investimento fatta da quelli che Morningstar considera i migliori gestori Usa). Morningstar analizza i portafogli di 26 manager: 22 sono di società di investimento che segue con la sua manager research; quattro sono gestori di grandi gruppi assicurativi. Mano a mano che le holding vengono comunicate, l’Ultimate Stock Pickers Team di Morningstar li studia per cercare di identificare quali sono gli ultimi trend di investimento.

I tre settori sovrappesati, tra l’altro, al momento (e a livello globale) sono sottovalutati rispetto alle stime di fair value degli analisti di Morningstar. Nei grafici seguenti sono evidenziate la fasi di sopra e sotto valutazione dei diversi comparti nel corso dell’anno.

I basic material, dopo aver passato buona parte del 2018 con valutazioni alte, oggi hanno un rapporto prezzo/fair value di 0,94.


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Quadro analogo per gli industrial che, attualmente, hanno un rapporto price/fair value di 0,90.


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I finanziari oggi trattano con un rapporto price/fair value di 0,91 ma, nel corso dell’anno, hanno registrato anche momenti di sopravvalutazione.


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Più in generale, l’universo dei titoli coperti dalla ricerca Morningstar tratta con un rapporto fair value di 0,92. Nel corso dell’anno hanno fatto vedere alcune fasi in cui era difficile trovare prezzi interessanti.

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La volatilità crea occasioni
“La recente volatilità ha permesso agli Ultimate Stock Pickers Usa di dimostrare come, in alcune occasioni, la gestione attiva sia maggiormente in grado di creare valore rispetto agli strumenti passivi”, spiega lo studio. “Da inizio anno - e fino a fine novembre - l’indice S&P 500 ha guadagnato il 5,1%, pur passando dagli shock registrati dai mercati a ottobre e novembre”. Gli Ultimate Stock Pickers, tuttavia, sono riusciti a navigare bene durante le burrasche. L’indice Morningstar che li riguarda, in 11 mesi, ha guadagnato il 6,6%. In generale prevalgono le vendite sugli acquisti, ma questo per via dello spostamento degli investimenti su fondi passivi. “Le vendite, quindi, non indicano necessariamente un visione Orso dei mercati da parte degli operatori”, spiega il report.

Nella lista dei titoli high-conviction buying (quelli il cui peso in portafoglio è aumentato in maniera significativa rispetto ai periodi precedenti) si nota una certa concentrazione sui nomi di più alta qualità. “In pratica, sono quelli che hanno un vantaggio competitivo difendibile”, spiega il report.

I titoli più acquistati
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Per quanto riguarda le vendite, gli ordini di sell hanno portato a una limatura dei titoli che sono nella maggior parte dei portafogli.

I titoli più venduti
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Il risultato di questi movimenti è stato quello di non far cambiare la composizione generale del portafoglio Ultimate Stock Pickers in termini di società rispetto al secondo trimestre (le holding vengono analizzate ogni tre mesi). “Ci sono stati però dei cambi di posizione”, spiega lo studio. “Apple, ad esempio, sta scalando la classifica grazie anche ai consistenti acquisti fatti da Berkshire Hathaway (peraltro presente nel portafoglio, Ndr)”, spiega il report.

La top 10 holding degli Ultimate Stock Pickers
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Le valutazioni
Quattro nomi che fanno parte della Top 10 (Google, Microsoft, Comcast e Wells Fargo) sono trattate con un forte sconto rispetto alle stime di fair value fatte dai nostri analisti”, spiega lo studio. “Johnson&Johnson, invece, è l’unico titolo considerato sopravvalutato”.

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

Info autore

Marco Caprotti

Marco Caprotti  è Giornalista di Morningstar in Italia.