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Gli emergenti recuperano ma non convincono

Gli strumenti dedicati ai paesi in via di sviluppo salgono dopo una fase di forti discese. Pesa l’Asia. I gestori, intanto, preferiscono essere molto selettivi. 

Marco Caprotti 29/11/2018 | 11:33

Chi investe nei mercati emergenti non si sta annoiando. La categoria Morningstar riservata ai fondi specializzati sui paesi in via di sviluppo nelle ultime quattro settimane (fino al 28 novembre e calcolata in euro) ha guadagnato quasi il 5%. Certo, il risultato non è sufficiente a recuperare il -6,17% fatto segnare nel mese di ottobre, ma indica comunque una ripresa dopo una fase di stanca.

In questo scenario, l’indice Morningstar dedicato agli emerging market in quattro settimane ha guadadgnato il 6,7% (-6,2% a ottobre), portando a -6,5% la perfomance da inizio anno (in linea con la categoria).

Indice Morningstar EM
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Dati in euro aggiornati al 28 novembre 2018
Fonte: Morningstar Direct

L’Asia pesa
Come sempre, quando si parla di mercati emergenti, il quadro complessivo non racconta tutta la storia di un asset altamente diversificato, soprattutto in termini regionali. “In generale, i mercati azionari dei paesi emergenti europei hanno per lo più tenuto molto meglio rispetto al resto”, spiega un report di Raiffeisen Capital Management. “Soprattutto l’Asia, penalizzata dalle crescenti preoccupazioni sull’economia della Cina e le incertezze intorno alla disputa commerciale tra Usa e Pechino. Si aggiungono inoltre le tensioni politiche e militari nel Mar cinese meridionale e intorno a Taiwan”.

Nella tabella sottostante è riportata l’esposizione netta all’Asia Emerging dei fondi con Analyst rating raccolti nella categoria Morningstar Azionari mercati emergenti globali.

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Cheap, ma non abbastanza
Ma i mercati emergenti sono un’opportunità da inserire in portafoglio? “I gestori ci dicono che nella fase di correzione hanno iniziato a guardare alle buy opportunity che gli permettessero di aprire nuove posizioni”, spiega David Brenchley, analista di Morningstar. “Hanno sottolineato, tuttavia, che non comprano in maniera indiscriminata, ma sono molto selettivi. Nonostante le discese, infatti, l’asset class in generale ha valutazioni alte. Un’area che viene ritenuta interessante è quella dei titoli tecnologici, soprattutto quelli delle società più grandi dei comparti software e hardware, ma anche dell’e-commerce”. 

L'analisi è stata realizzata con la piattaforma per professionisti finanziari, Morningstar Direct. Clicca qui per saperne di più sulle sue funzionalità.

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Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

Info autore

Marco Caprotti

Marco Caprotti  è Giornalista di Morningstar in Italia.

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