Traffico in aumento per le auto elettriche

La prossima conferenza intergovernativa sul clima potrebbe portare a norme che daranno un impulso alla vendita di questo tipo di veicoli. Ne approfitteranno anche i costruttori di componentistica in grado di aiutare la transizione dai modelli tradizionali e chi costruirà reti di ricarica adeguate.

Marco Caprotti 13/11/2018 | 15:29

Il cambimento climatico si può combattere anche con l’utilizzo di veicoli elettrici. Il suggerimento, contenuto in un report redatto dal’Intergovernmental Panel on Climate Change (un think thank dell’ONU che si occupa di studiare i problemi legati al surriscaldamento e di trovare possibili soluzioni), secondo gli analisti di Morningstar potrebbe portare i governi ad adottare regole più severe in materia ambientale, con maggiori investimenti nelle infrastrutture per ricaricare i veicoli elettrici e, di conseguenza, a un maggiore utilizzo di questo tipo di automobili.

Lo studio indica che, entro il 2030, le emissioni inquinanti dovranno essere ridotte del 45% rispetto ai livelli del 2010 e sarà al centro delle discussioni del Katowice Climate Change Conference di dicembre in cui i governi di tutto il mondo tenteranno di fare un passo avanti rispetto agli Accordi di Parigi del 2015 (il cosiddetto COP21, con il quale si è cercato di contenere l’aumento medio del riscaldamento globale ben al di sotto dei 2 gradi centigradi rispetto al periodo preindustriale).

 La Cina dà il ritmo
“Nel prossimo decennio i costi per costruire veicoli elettrici saranno simili a quelli per costruire quelli con motori a combustione interna”, spiega Seth Goldstein, analista azionario di Morningstar. “Inoltre, gli sviluppi sul fronte delle batterie amplieranno i modelli utilizzabili e miglioreranno i tempi di ricarica rendendo le vetture elettriche competitive con quelle tradizionali”. In questo senso, lo sviluppo delle reti infrastrutturali di ricarica sarà determinante per supportare o tagliare le gambe all’adozione di auto elettriche. “Negli ultimi due anni, in diversi paesi le leggi sono cambiate: prima si parlava di efficienza dei carburanti; ora si fa un esplicito riferimento all’elettricità come alternativa”.

A dare il passo a questa rivoluzione è la Cina che, grazie a una serie di leggi ad hoc, sta diventando il maggior produttore e venditore a livello globale di auto elettriche. “Regolamenti più severi in termini di standard per i carburanti nell’Unione europea nei prossimi 10 anni spingeranno i costruttori locali verso un maggior utilizzo di propulsori elettrici”, dice l’analista. “Negli Stati Uniti la situazione è più frammentata, visto che le politiche sull’argomento sono diverse da stato a stato”.

Dal punto di vista normativo, la spinta maggiore arriverà da quesi paesi che si impegneranno sul fronte della mobilità elettrica e che daranno dei vantaggi ai produttori in grado di mettere sul mercato veicoli elettrici con sempre maggiore autonomia. Benefici potrebbero esserci anche per quei consumatori che acquisteranno questo tipo di mezzi di trasporto. “Per quanto riguarda i produttori di componentistica, quelli che saranno in grado di aiutare le case automobilistiche nel processo di transizione saranno quelli che, probabilmente, guadagneranno le maggiori quote di mercato”, dice l’analista.

I numeri
Secondo le previsioni di Morningstar, i veicoli elettrici nel 2028 rappresenteranno il 15% di tutte le auto nuove vendute a livello globale. I tassi di penetrazione del mercato varieranno da regione a regione. Per la Cina e l’Ue rappresenteranno, rispettivamente, il 25% e il 20%. Negli Stati Uniti saranno del 12,5%.

Tassi di crescita adozione auto elettriche
autoele

Le auto ibride rappresenteranno il 21% delle vendite a livello globale entro il 2028. Come nel caso delle vetture elettriche, lo sviluppo di questo segmento sarà molto diverso a seconda delle regioni. L’Unione europea (previsioni Morningstar) superererà tutti con un tasso di penetrazione del 25% mentre Cina e Usa segneranno, rispettivamente, 20% e 15%.

“Lo sviluppo dell’elettrico farà bene anche alle utility”, dice l’analista. “In particolare a quelle che saranno in grado di offrire una rete capillare di infrastrutture per la ricarica”. 

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Info autore

Marco Caprotti

Marco Caprotti  è Giornalista di Morningstar in Italia.

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