I profitti giustificano le valutazioni Usa?

I bilanci delle aziende quotate a Wall Street sono migliorati. Merito, soprattutto, dei risultati dell’hi-tech. Ma in futuro, dicono gli analisti di Morningstar, per alcune società bisognerà considerare i tassi e i salari.

Marco Caprotti 07/11/2018 | 10:41

La tecnologia non è l’unico sistema. Ma, alla luce della trasformazione che hanno subito i mercati Usa negli ultimi anni, è un valido metro di misura per capire se le alte valutazioni dell’equity a stelle strisce sono giustificate. “Noi abbiamo sempre preferito stare con i piedi per terra ragionando in termini di stime di fair value basate sui fondamentali”, spiega Marta Norton, Senior fund analyst di Morningstar. “Da qualche tempo la nostra analisi fondamentale ci dice che i prezzi delle azioni Usa, nell’insieme, hanno corso oltre ogni giustificazione fondamentale. Tuttavia, quando la situazione cambia, dobbiamo essere pronti a mutare opinione”.

Più spazio all’hi-tech
E per capire come le cose siano cambiate basta guardare l’andamento storico dell’incidenza targata Facebook, Amazon, Alphabet (Google), Microsoft e Apple nell’indice S&P500 (il principale paniere americano). All’inizio del 2013 i big five valevano il 4,41% della capitalizzazione del basket. Un anno dopo il peso era arrivato al 5,99% per raggiungere il 7,71% all’inizio del 2017. Nel terzo trimestre del 2018, i titoli in questione pesano oltre il 14,6% (i primi 10 arrivano al 18,48%).

“Le società tecnologiche chiedono sempre maggiore spazio sui mercati e, al momento, sono quelle che registrano più profitti delle altre”, dice l’analista. Una parte della spiegazione è nella trasformazione che ha subito il tessuto imprenditoriale Usa. L’information technology ha iniziato a diventare il più importante settore americano circa 20 anni fa. E da allora ha guadagnato rilievo e quote di mercato in ogni altro comparto economico lasciando fuori, almeno per ora, finanza (ma fin-tech e blockchain potrebbero presto cambiare le cose) ed energia. “Le azioni hi-tech, tra l’altro, sono quelle che sempre di più si fanno notare quando si parla di vantaggio competitivo Ampio nel nostro Morningstar Economic Moat Rating”, dice Norton. “Presi insieme, tutti questi elementi ci portano a dire che la trasformazione del mercato verso una composizione più tecnologica ha un forte impatto sugli investitori”.

Nelle tabelle sottostanti è riportata l’esposizione netta alla tecnologia dei fondi con Analyst rating positivo delle categorie Morningstar in cui sono raccolti gli strumenti che investono nelle Large cap Usa (blend e value). E’ stata volutamente evitata la growth, tradizionalmente ricca di azioni hi-tech. A fondo pagina le tabelle relative ai fondi Medium e Small cap.

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Tassi e salari
Ma non di solo hi-tech vivono i mercati e gli operatori. I tassi di interesse, ad esempio, possono avere un impatto sui profitti, soprattutto quelli delle società più indebitate. Il costo del denaro ai minimi ha abbassato quello del finanziamento del debito. Ora però i tassi hanno iniziato a risalire e sembrano destinati a farlo ancora. Questa progressione (che tuttavia è ancora lontana dalla media storica) quanto può incidere sui profitti aziendali? “Abbiamo fatto alcuni test per scoprire la relazione fra aumento dei tassi di interesse e margini di guadagno”, dice l’analista. “Il risultato ci dice che ogni mezzo punto di aumento del costo del denaro fa contrarre i margini di 10-20 punti base. Alla luce delle nostre attese per un amento dei tassi di interesse, ci aspettiamo che i margini si abbassino di circa l’1% per le società più indebitate e dello 0,5% per quelle che lo sono meno”.

Un altro elemento che deve essere analizzato è quello del costo del lavoro. La storia dice che le grandi multinazionali americane sono state in grado di contenere questa voce utilizzando mandopera all’estero e questo ha aiutato ad alzare i margini di guadagno. “Ma fuori dagli Stati Uniti, i salari sono cresciuti in maniera stabile”, dice l’analista. “Non vediamo motivi per cui questa tendenza debba cambiare, per cui non ci attendiamo che questa voce possa far migliorare i bilanci in futuro”.

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L'analisi è stata realizzata con la piattaforma per professionisti finanziari, Morningstar Direct. Clicca qui per saperne di più sulle sue funzionalità.

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Titoli citati nell'articolo

Nome TitoloPrezzoCambio (%)Morningstar Rating
Alphabet Inc A1.071,56 USD1,61
Amazon.com Inc1.620,00 USD1,31
Apple Inc191,42 USD2,47
Facebook Inc A143,82 USD-0,28
Microsoft Corp107,33 USD2,25

Info autore

Marco Caprotti

Marco Caprotti  è Giornalista di Morningstar in Italia.