Dove va la Cina, tra Pil e guerra commerciale

I listini del Dragone nell’ultimo mese hanno reagito male ai dati sull’andamento dell’economia del paese e agli aggiornamenti sulla guerra dei dazi con Washington. Preston Caldwell, analista di Morningstar, fa il punto sulle aspettative future della regione.

Francesco Lavecchia 06/11/2018 | 15:18

Cosa interessa davvero agli investitori cinesi: l’andamento del Pil del Dragone o i timori di una guerra commerciale con gli Usa? Nell’ultimo mese di contrattazioni l’indice Morningstar China ha ceduto lo 0,21% (al 4 novembre in yuan), ma ha mostrato un andamento alquanto altalenante. Prima in netto calo, a causa dei dati relativi alla crescita della ricchezza del paese nel terzo trimestre che hanno certificato una leggera contrazione rispetto a quello precedente (+6,5% contro il +6,7% dei tre mesi tra aprile e giugno), mentre nell’ultima settimana ha segnato un forte recupero in scia al rinnovato ottimismo sulla possibilità di trovare un’intesa con gli Stati Uniti sui dazi doganali.

Il Pil cinese non preoccupa 
“A nostro avviso non c’è un allarme crescita in Cina. Le cifre ufficiali relative al Pil del Dragone sono notoriamente inaffidabili. Tra il 2014 e il 2016, infatti, si è registrato un rallentamento di alcuni parametri dell’economia reale come il consumo di elettricità e di cemento che però non si è riflesso nei numeri relativi al prodotto interno lordo del Paese. Allo stesso modo, la risalita di alcuni indicatori tra il 2017 e il 2018 non è stata certificata dai dati del Pil. Al momento, invece, la Cina sembra stia attraversando una nuova fase di rallentamento che però non è neanche lontanamente paragonabile a quella superata nel 2016 e che dunque non ci preoccupa. Nonostante questo, le nostre stime sono inferiore a quelle del consensus. Per i prossimi quattro anni la media delle previsioni fatte dagli analisti indica un tasso di crescita in progressivo calo verso il 6%, mentre le nostre aspettative sono per una discesa fino al 4% a causa del continuo ribilanciamento tra consumi e investimenti”, dice Preston Caldwell analista azionario di Morningstar.

Come posizionarsi sulla Cina 
Gli investitori cinesi sembrano invece molto più sensibili alle evoluzioni della guerra commerciale tra Cina e Stati Uniti. Le notizie riportate nella scorsa settimana circa le intenzioni dell’amministrazione Trump di voler presentare al Presidente Xi Jinping una prima bozza di accordo sui dazi doganali hanno fatto rimbalzare le Borse cinesi, come testimonia il +8% registrato dall’indice Moriningstar China (rendimenti in yuan). “Mentre gli investitori cinesi sembrano molto più interessati allo sviluppo delle questioni diplomatiche di Pechino, quelli occidentali, e in particolare chi è esposto a società con forti interessi in Cina, devono essere più attenti all’andamento dell’economia del Dragone. La nostra raccomandazione, in questo senso, è quella di non guardare agli aggiornamenti periodici sulla crescita del Pil ma di concentrarsi sui trend di lungo periodo e in particolare su quei titoli che beneficeranno della crescita dei consumi interni del Paese asiatico”.

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Info autore

Francesco Lavecchia

Francesco Lavecchia  è Research Editor di Morningstar in Italia