Energia e telecom unite dal Moat

I due comparti, secondo gli analisti di Morningstar, sono accomunati dalla possibilità di costruirsi una posizione di vantaggio sfruttando il fattore della scala efficiente. Ecco alcuni titoli con redditività elevata e valutazioni di mercato convenienti.

Francesco Lavecchia 06/11/2018 | 15:09

Enbridge e Telefonica uniscono valutazioni interessanti e un Moat costruito sullo sfruttamento di una scala efficiente. Le aziende operano nei settori midstream e servizi alla comunicazione che a causa della loro forte regolamentazione ed elevato fabbisogno di capitali scoraggiano l’ingresso di nuovi competitor garantendo agli operatori una profittabilità superiore alla media.

Enbridge unisce yield e sconto elevati 
Il Moat di Enbridge è frutto della qualità dei suoi asset e dei contratti stipulati. Il gruppo canadese è proprietario della più grande pipeline del paese (Mainline) che trasporta petrolio alle raffinerie del nord degli Stati Uniti, del Midwest e dell’Oklahoma e ha una capacità di quasi 3 milioni di barili di greggio al giorno. Il business di Enbridge è soggetto a una forte regolamentazione da parte delle autorità canadesi e americane che decidono l’ammontare delle commissioni a favore della società e la fattibilità della costruzione di nuove pipeline. Questo limita l’ingresso di nuovi operatori nell’industria e assicura al gruppo elevati rendimenti del capitale. La qualità superiore della sua rete garantisce inoltre a Enbridge un forte potere contrattuale nei confronti dei produttori di greggio, i quali non hanno opzioni migliori di Mainline per accedere a molteplici mercati di sbocco.

Il titolo ha sofferto negli ultimi tre mesi i timori del mercato legati alla capacità dell’azienda di finanziare i futuri piani di sviluppo mantenendo una liquidità di cassa sufficiente a pagare una cedola elevata, tuttavia gli analisti sono convinti della stabilità patrimoniale di Enbridge e delle sue potenzialità di crescita future. “Il gruppo ha già stanziato 22 miliardi di dollari canadesi (CAD) per il miglioramento della sua pipeline che ci aspettiamo si traduca in un aumento dell’Ebitda di circa 4 miliardi. Il titolo è scontato del 30% circa rispetto al suo fair value di 62 CAD e garantisce un dividend yield del 6,5%”, dice Joe Gemino analista azionario di Morningstar (report aggiornato al 2 novembre 2018).

Telefonica, il mercato teme i tassi di cambio
Il Moat di Telefonica è frutto della combinazione di una scala efficiente e di un vantaggio di costo rispetto ai competitor. L’azienda ha una posizione dominante in Spagna grazie a una quota del 60% del segmento di rete fissa, il 44% di quello di banda larga e il 31% di quello mobile e in molti paesi dell’America latina condivide il duopolio del mercato di telefonia mobile con America Movil.

Grazie alla forte presenza nelle regioni in cui è attiva, Telefonica ostacola l’ingresso di nuovi competitor mentre le sue grandi dimensioni le permettono di ottenere gli apparecchi telefonici a prezzi molto più favorevoli rispetto ai piccoli operatori. Questi due elementi spiegano perché nonostante il business delle telecomunicazioni non garantisca alti tassi di crescita l’azienda iberica riesca a mantenere margini di profitto elevati.

“A nostro avviso il mercato è troppo preoccupato dell’impatto che le fluttuazioni delle valute dei paesi latinoamericani potrebbero avere sul fatturato di Telefonica mentre non valutano adeguatamente i suoi fondamentali. L’azienda è in prima linea nel cavalcare il trend della convergenza dei servizi di telecomunicazione in Europa. Sta inoltre impiantando grandi quantità di fibra per competere meglio con gli operatori via cavo nella fornitura di servizi a banda larga e ha acquisito E-Plus in Germania e GVT in Brasile per rafforzare la sua posizione in entrambi i paesi”, dice Allan C. Nichols di Morningstar (report aggiornato all’1 novembre 2018).

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Titoli citati nell'articolo

Nome TitoloPrezzoCambio (%)Morningstar Rating
Enbridge Inc42,55 CAD-0,14
Telefonica SA7,50 EUR0,00

Info autore

Francesco Lavecchia

Francesco Lavecchia  è Research Editor di Morningstar in Italia