Fondi, la raccolta torna negativa

Nel mese di settembre l’industria europea del risparmio gestito registra deflussi netti per 8,1 miliardi di euro (monetari esclusi). Particolarmente colpiti i prodotti obbligazionari e alternativi. La gestione passiva continua a guadagnare fette di mercato.

Valerio Baselli 31/10/2018 | 09:21

Stravolti dalle turbolenze dei mercati emergenti, dal contesto di tassi in salita negli Usa e dalle conseguenze della cosiddetta “guerra commerciale”, gli investitori europei sono di fatto entrati in modalità risk-off. Dopo la raccolta mediocre segnata in agosto (750 milioni di flussi netti), l’industria europea del risparmio gestito si tinge nuovamente di rosso (per la terza volta quest’anno), con 8,1 miliardi di euro di riscatti netti registrati in settembre (che diventano 19,5 miliardi di deflussi se si contano anche i fondi monetari).

Male i prodotti a reddito fisso, con oltre cinque miliardi di deflussi netti, e soprattutto i fondi alternativi, che hanno segnato il loro peggior mese di sempre in termini di raccolta (7,4 miliardi di riscatti netti). I prodotti bilanciati, dal canto loro, hanno segnato una raccolta netta negativa per la prima volta dal gennaio 2016, mentre i fondi di materie prime hanno registrato il loro peggior mese dal dicembre 2016. Bene, invece, i fondi azionari e quelli immobiliari.

Attivi Vs. Passivi
Il paradigma di mercato che vede un vero e proprio passaggio dei flussi di capitale dai fondi attivi a quelli passivi si è confermato anche in settembre, mostrando anzi uno slancio crescente. I fondi a lungo termine gestiti attivamente hanno subito i maggiori deflussi in un solo mese da gennaio 2016, mentre i fondi indicizzati a lungo termine (che comprendono fondi aperti ed Etf) hanno registrato i massimi afflussi dal febbraio di quest’anno.

Scendendo più nel dettaglio, vediamo come i fondi azionari passivi abbiano registrato i massimi afflussi dallo scorso febbraio, mentre i fondi azionari gestiti attivamente hanno subito deflussi che, tuttavia, sono stati ben al di sotto dei livelli osservati nel secondo trimestre.

Anche i fondi indicizzati a reddito fisso hanno continuato la loro striscia vincente, con una raccolta netta di quasi quattro miliardi di euro, il livello più alto dal novembre 2017, mentre i prodotti a gestione attiva hanno registrato deflussi di 9,1 miliardi.

Le categorie che hanno raccolto di più (e di meno)
A livello di singoli gruppi, la categoria Azionari globali large cap blend è quella che ha segnato la maggiore raccolta netta del mese. Per quanto riguarda l’equity statunitense, gli investitori hanno continuato a privilegiare la gestione passiva, ma anche la componente attiva ha segnato un ottimo risultato. Infatti, i fondi azionari Usa large-cap blend hanno registrato la migliore raccolta netta da luglio 2015.

I fondi obbligazionari dei mercati emergenti hanno recuperato dopo un agosto negativo, incassando 1,3 miliardi di euro a settembre. Considerando che questi fondi investono in emissioni in valuta forte, ciò potrebbe riflettere la fame di reddito degli investitori. Infine, l'aumento dei tassi di interesse ha probabilmente riacceso l'appetito degli investitori per le obbligazioni ad alto reddito, rendendo settembre il primo mese positivo in termini di flussi da ottobre 2017 per i fondi obbligazionari high yield in euro; dobbiamo andare ancora più indietro nel tempo per trovare l’ultimo mese con afflussi netti positivi per i prodotti obbligazionari high yield in dollari (maggio 2017).

Gli investitori, invece, hanno continuato ad allontanarsi dai prodotti alternativi, in particolare quelli multistrategy e a rendimento assoluto. I deflussi da questi ultimi sono stati in gran parte motivati dal risultato segnato dalla gamma obbligazionaria di GAM, gravemente colpita dall'uscita forzata del gestore Tim Haywood per sospette mancanze di due diligence e conseguente liquidazione di una serie di strategie a reddito fisso sotto la sua autorità.

I fondi azionari emergenti sono stati la quarta categoria più impopolare a settembre, portando così i deflussi netti del terzo trimestre a 3 miliardi di euro. Dopo un trimestre estremamente volatile, è probabile che molti investitori si aspettino ulteriori sofferenze per le economie in via di sviluppo, in seguito al balzo dei rendimenti del Tesoro americano, al rafforzamento del dollaro USA e alle tensioni commerciali. Tuttavia, la dicotomia tra flussi attivi e passivi è particolarmente impressionante. Ciò dimostra come i fondi indicizzati stiano divorando la quota di mercato dei gestori attivi anche nello spazio azionario dei mercati emergenti.

Le società di gestione
Guardando alle Sgr, Allianz Global Investors è in cima alla lista in termini di afflussi all'interno dello spettro attivo, grazie soprattutto alle forti vendite dei suoi fondi bilanciati moderati (1,3 miliardi di euro), sostanzialmente tutti attribuibili al fondo di punta Allianz Income and Growth.

Lato deflussi, GAM ha registrato i maggiori riscatti all'interno dell’universo dei fondi attivi (4,4 miliardi di euro). La casa di gestione con sede a Zurigo ha registrato rimborsi netti per 6,7 miliardi di euro nel terzo trimestre dell’anno. Il patrimonio gestito da GAM è sceso a 64,28 miliardi al 30 settembre, in calo rispetto a 71,47 miliardi a fine luglio. Le strategie obbligazionarie non vincolate e a rendimento assoluto hanno visto rimborsi netti pari 3,1 miliardi a settembre, in seguito alla sospensione di Tim Haywood.

Carmignac, dal canto suo, ha subito deflussi dai prodotti a reddito fisso esposti ai mercati emergenti e dai fondi bilanciati, con i suoi due prodotti di punta Carmignac Sécurité e Carmignac Patrimoine che hanno segnato rispettivamente 1,1 miliardi e 717 milioni di euro di riscatti netti. Il mese scorso, Eduourd Carmignac, fondatore e direttore degli investimenti della società francese, ha annunciato il suo ritiro dalla supervisione di Carmignac Investissement, fondo azionario internazionale che ha gestito sin dal suo lancio trent’anni fa. Stesso discorso per la parte azionaria del fondo più grande del gruppo, Carmignac Patrimoine, che investe in obbligazioni, azioni e valute. Eduourd Carmignac e la famiglia possiedono circa il 70% della società, quindi i cambiamenti di gestione e l'età del suo fondatore sollevano per forza di cose delle domande sul processo di successione.

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Le cifre di questo rapporto sono state compilate il 23 ottobre 2018. Sono stati inclusi circa 31.000 fondi aperti ed ETF che Morningstar registra da oltre 1.750 società di fondi in più di 35 domicili.
Si noti che la metodologia attuale di Morningstar potrebbe non includere gli afflussi nel periodo di sottoscrizione iniziale dei cosiddetti “fondi a finestra” nella stima dei flussi netti. Clicca qui per scaricare la metodologia.

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Info autore

Valerio Baselli

Valerio Baselli  è Giornalista di Morningstar in Francia e Italia.