L’incertezza pesa sui fondi italiani

La manovra espansiva del governo non convince gli operatori che preferiscono vendere asset del Belpaese. A soffrire sono soprattutto le banche e i portafogli che le contengono.

Marco Caprotti 17/10/2018 | 16:50

La categoria Morningstar dedicata ai fondi che investono nell’azionario italiano nell’ultimo mese (fino all’16 ottobre e calcolato in euro) ha perso quasi il 6,9% portando a -9% circa la perfromance da inizio anno. Risultati in linea con quelli dell’indice Morningstar Italy.

Indice Morningstar Italy da inizio anno
ita20

Dati in euro aggironati al 15 ottobre 2018
Fonte: Morningstar Direct

A condizionare l’andamento del mercato continua a essere lo scenario politico incerto che alimenta le vendite. Il costante scontro tra i due Vice-premier del governo Conte (Salvini e Di Maio) e diverse istituzioni sia europee (Commissione UE) che italiane (Banca d’Italia) ha portato lo spread tra BTp e Bund sopra quota 300 punti base. La questione verte attorno al Documento di economia e finanza presentato dall’esecutivo giallo-verde. Il deficit è fissato al 2,4% del Pil il prossimo anno (contro l’1,6% precedentemente previsto), con un percorso di riduzione già programmato per i prossimi due anni (2,1% nel 2019, 1,8% nel 2020). “La manovra, con le sue tendenze espansive, non sembra fuori contesto in questa fase storica”, spiega Michele Morra, Portfolio manager di Moneyfarm. “Molti dei governi europei sceglieranno di alleviare gli effetti dell’austerity attraverso maggiori spese fiscali: lo farà la Francia, che ha annunciato un massiccio programma di tagli fiscali, e anche il governo britannico ha espresso questa volontà una volta risolta la grana Brexit”.

Perchè L’italia è diversa
Inoltre, non è una novità che un governo appena insediatosi tenda ad aumentare il deficit nell’anno successivo alla elezioni. “In Italia è successo praticamente in tutte le ultime tornate elettorali”, dice Morra. Esistono tuttavia dei fattori che rendono la situazione italiana peculiare. “Il debito pubblico dell’Italia è uno dei più vasti dell’intera Eurozona (il secondo in termini assoluti dopo quello francese e il secondo in termini relativi al Pil dopo quello greco)”, spiega il portfolio manager. “Il Governo, inoltre, ha deciso di discostarsi dal percorso di riduzione del deficit che era stato perseguito negli ultimi quattro anni: questa decisione trasmette chiaramente incertezza sulla capacità dell’Italia di raggiungere il pareggio di bilancio nel medio termine. A dicembre, infine, l’ombrello della Bce si comincerà a chiudere e l’acquisto di titoli di Stato da parte della Banca centrale europea (oggi il principale compratore dei BTp) dovrebbe gradualmente diminuire nel 2019 (salvo cambiamenti del quadro macroeconomico)”.

Occhio alle banche
In mezzo a questo quadro politico e finanziario, Secondo le analisi di Morningstar a preoccuparsi dovrebbero essere soprattutto le banche (leggi qui l’analisi dell’equity analyst Johann Scholz) e i fondi che le hanno in portafoglio.


banche

 

Secondo i dati Morningstar, il fondo che ha la maggiore esposizione alle banche è AXAWF Fram Italy E Cap EUR (Bronze). “Rispetto all’anno scorso (l’ultimo report qualitativo disponibile è del 26 ottobre 2017, Ndr) il gestore ha fatto un po’di pulizia rendendo più compatto il portafoglio”, spiega Francesco Paganelli, fund analyst di Morningstar. “Ha eliminato un po’ di finanziari mantenendo però praticamente intatta l’espozione alle banche. Soprattutto quella ai tre istituti che considera più interessanti: Intesa, Unicredit e Fineco”.

L'analisi è stata realizzata con la piattaforma per professionisti finanziari, Morningstar Direct. Clicca qui per saperne di più sulle sue funzionalità.

Visita il mini-sito Morningstar dedicato a MIFID II.

 

 

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Info autore

Marco Caprotti

Marco Caprotti  è Giornalista di Morningstar in Italia.

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